Salario minimo, via libera dall’Ue, Schmit: “Non lo imporremo all’Italia”

"Si rischia di abbassare gli stipendi, piuttosto che aumentarli", ritiene Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia.

Parlamento europeo - Foto di Ansa Foto
Parlamento europeo – Foto di Ansa Foto

L’Unione europea ha raggiunto l’accordo politico sulla direttiva per il salario minimo. Lo ha annunciato su Twitter la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen. Nelle prossime ore verrà approvato in via definitiva dal Parlamento e dal Consiglio Ue, ma non è previsto l’obbligo di introdurlo in tutti i Paesi Ue.

Salario minimo: “Non lo imporremo all’Italia”

Nicolas Schmit, commissario Ue al Lavoro ha affermato: “In Italia è in corso un dibattito molto forte e ampio su come rafforzare un sistema di contraffazione collettiva ed eventualmente introdurre un salario minimo. Non imporremo un salario minimo politicamente, non è questo il problema. E penso che questo strumento sia un contributo a questo dibattito”. 

Nel pieno rispetto delle diversità nazionali il provvedimento favorirà salari minimi adeguati nell’Ue e lo sviluppo della contrattazione collettiva”, spiega la presidente di turno francese dell’Ue.

Rondinelli (M5S): “Accordo storico”

Quello raggiunto nella notte a Strasburgo è un accordo storico. Per la prima volta l’Unione europea fissa dei criteri per salari minimi adeguati ed equi e per contrastare la concorrenza sleale e il dumping sociale”, afferma Daniela Rondinelli, europarlamentare del Movimento 5 Stelle. “Questa direttiva rappresenta una rivoluzione copernicana per il mercato del lavoro italiano macchiato da oltre 300 contratti pirata che hanno alimentato il vergognoso fenomeno dei lavoratori-poveri: oltre 3 milioni di cittadini sottopagati che non hanno diritto a una retribuzione equa e quindi a un tenore di vita dignitoso”.

Tajani (FI): “Rischio stipendi più bassi”

Si rischia di abbassare gli stipendi, piuttosto che aumentarli”, ritiene Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, mentre Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia crede che il salario minimo sia “un’arma di distrazione di massa” e che andrebbe tagliato il cuneo fiscale.