Covid, Galli a iNews24: “Stop a obbligo vaccinale potrebbe causare problemi seri in autunno”

"Oggi si parla di introduzione di nuove regole, ma non possiamo illuderci di chiudere la pandemia per decreto", aggiunge.

Massimo Galli - Foto di Ansa Foto
Massimo Galli – Foto di Ansa Foto

Lo stop all’obbligo vaccinale “è un colpo al cerchio e uno alla botte”, secondo l’infettivologo Massimo Galli. Ai nostri microfoni spiega che “da un lato è stato tolto vigore a polemiche e discussioni, dall’altro questa decisione prelude a un eventuale autunno che potrebbe portare con sé problemi seri”. 

A partire da oggi, primo giugno, il Green pass non sarà più necessario per entrare in Italia. Resta obbligatorio fino al 31 dicembre per i lavoratori delle strutture sanitarie.
Non è stato giusto in termini di criteri prudenziali. Il virus è ancora presente e diffuso. Certo, le segnalazioni degli ultimi giorni sono molte meno, ma resta il fatto che un grande numero di infezioni non viene denunciato. D’altra parte ci siamo adeguati all’Europa e credo che sia stato fatto prevalere il timore che l’obbligo del Green pass per entrare in Italia potesse scoraggiare il turismo dall’estero che, comprensibilmente, si vuole ripristinare. Il parere tecnico è un conto, mentre le considerazioni di opportunità riguardano la politica”;

Stop anche all’obbligo vaccinale per tutti, tranne che per il personale sanitario
Anche questo è un colpo al cerchio e uno alla botte. Da un lato è stato tolto vigore a polemiche e discussioni, dall’altra questa decisione prelude a un eventuale autunno che potrebbe portare con sé seri problemi. L’affievolirsi dei contagi in estate non è tanto legato alla caduta del pericolo, ma al fatto che ci sono meno persone al chiuso. Probabilmente c’è molto da ragionare sulle varianti che sono arrivate”;

In che senso?
Le varie ondate che abbiamo vissuto in questa pandemia, soprattutto in Italia, sono state condizionate dall’arrivo e dall’imporsi di una nuova variante. Tranne che nel primo giro, che ha visto semplicemente una ripresa della problematica in autunno dopo un lockdown, tutte le altre ondate sono state legate alla comparsa di varianti che si sono succedute. Ora siamo nella fase in cui c’è un’intera fila di varianti Omicron, che in prospettiva potrebbero farci una brutta sorpresa, continuando a circolare quest’estate, magari con ulteriori mutazioni nel Sud del mondo, e arrivare qui quest’inverno, nonostante l’ampia copertura vaccinale. Teniamo conto che il vaccino non è del tutto sufficiente a proteggere dall’infezione e anche del fatto che la stiamo dando vinta a chi non ha voluto vaccinarsi, riducendo ulteriormente la possibilità di far arrivare i ragazzi a scuola a settembre con più vaccinazioni di ora”;

Oggi termina anche l’obbligo delle mascherine al chiuso, tranne che a scuola e nei presidi sanitari e forse sui trasporti.
Se venisse tolto l’obbligo delle mascherine sui trasporti, ridurrebbero la possibilità dei più fragili di fruire dei trasporti. Ma servirebbero controlli più soddisfacenti per verificare che vengano indossate. Per quanto riguarda i luoghi al chiuso, non è logico togliere l’obbligo, soprattutto se si sta seduti per ore uno accanto all’altro”;

In questi giorni c’è stato un dibattito tra presidi e politici sulla possibilità di permettere agli studenti di terza media e delle superiori di non indossare le mascherine agli esami. È d’accordo?
Il dibattito di questi giorni sembra un tentativo di accaparrarsi la simpatia e la benevolenza di certe frange dell’elettorato. D’altro canto, se i ragazzi possono essere distanziati e i luoghi possono essere arieggiati, si può anche permetter loro di togliere le mascherine”;

Resta l’incognita autunno: con un’eventuale nuova ondata potrebbero essere necessarie nuove restrizioni?
Bisognerebbe avere una sfera di cristallo. È possibile, ma non so quanto sia probabile in termini numerici. Ragionando in modo generale, l’inverno potrebbe portare con sé qualche sorpresa. Quello che accadrà in Sud Africa ora, che è il loro inverno, condizionerà il nostro inverno”;

Si spieghi.
In Sud Africa si sono generate le varianti Omicron. Lì non arrivano al 40% della popolazione vaccinata con almeno una dose. Quindi si assiste alla classica situazione di immunità insufficiente che costituisce un altro fattore di selezione del virus verso l’affermarsi delle nuove varianti. Quindi quello che succederà in Sud Africa condizionerà anche il nostro inverno”;

Dipende anche dai nostri comportamenti in estate?
Quello che succederà quest’estate è prevedibile. Le persone vogliono voltare pagina e tornare alla normalità, cercheranno più occasioni di svago. Ed è un dato di fatto che la copertura dei vaccini disponibili, di fronte alle nuove varianti è sufficiente ad evitare la malattia grave ma non l’infezione. E certamente a settembre noi apriremo scuole e attività. Ciò implica che si debba tener conto del fatto che la circolazione del virus non è terminata. Poi certo, confido che non succederà, ma non possiamo essere certi che gli ospedali non si riempiano di nuovo. Oggi si parla di introduzione di nuove regole, ma non possiamo illuderci di chiudere la pandemia per decreto”.