Giornata mondiale senza tabacco: con la pandemia, 1,2 milioni di fumatori in più

Il consumo di prodotti del tabacco - da fumo e non fa fumo - in Italia è la principale causa di morbosità e mortalità prevenibile. Si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco oltre 93mila morti.

Giornata mondiale senza tabacco (generica) - Foto di Ansa Foto
Giornata mondiale senza tabacco (generica) – Foto di Ansa Foto

Impegnati a smettere: è lo slogan della campagna lanciata quest’anno dall’Organizzazione mondiale della sanità per il 31 maggio, Giornata mondiale senza il tabacco.

Secondo l’Oms, più di 8 milioni di persone in un anno muoiono a causa delle patologie collegate al consumo di tabacco. La maggior parte dei decessi si verifica nei Paesi a basso e medio reddito, spesso bersaglio delle interferenze e marketing dell’industria del tabacco.

Giornata mondiale senza tabacco: l’importanza di smettere di fumare

L’Organizzazione mondiale della sanità quest’anno pone l’attenzione sull’importanza di smettere di fumare, anche alla luce delle gravi complicanze che il fumo potrebbe portare collegato al Covid-19.

In tutto il mondo circa 780 milioni di persone su 1,3 miliardi di consumatori di tabacco affermano di voler smettere, ma solo il 30% di loro ha accesso agli strumenti che li aiuti a farlo. Questo problema è accentuato dalla pandemia, perché il personale sanitario è impegnato nella gestione della crisi sanitaria.

La campagna dell’Oms mira ad aiutare 100 milioni di consumatori di tabacco a tentare di smettere, attraverso reti di supporto e aumentando l’accesso ai servizi. Ma tutto questo non basta: servono politiche e interventi efficaci per ridurre la domanda e l’offerta.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha messo a disposizione il servizio Florence, un operatore sanitario digitale – disponibile in inglese 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 – per aiutare a smettere di fumare, anche tramite programmi di supporto su Viber e su Whatsapp.

La Convenzione quadro dell’Oms sul controllo del tabacco (WHO FCTC) indica le misure che i Paesi dovrebbero adottare. Un esempio è aumentare i luoghi dov’è vietato fumare, le politiche fiscali e dei prezzi, il controllo della pubblicità, la regolamentazione degli ingredienti e l’offerta di aiuto a smettere.

Anche l’Unione europea, aderendo alla Convenzione, va verso questa direzione. Il 4 febbraio la Commissione europea ha presentato il Piano europeo di lotta contro il cancro, che definisce un nuovo approccio dell’Ue.

Il Piano europeo la lo scopo di “realizzare un’Europa senza tabacco” per creare una nuova generazione senza tabacco in cui meno del 5% della popolazione ne faccia uso entro il 2040, rispetto al 25% d oggi. L’obiettivo intermedio è raggiungere una riduzione relativa del 30% del consumo entro il 2025, rispetto al 2010, corrispondente ad una prevalenza del fumo di circa il 20% della popolazione Ue.

I dati in Italia

Il consumo di prodotti del tabacco – da fumo e non fa fumo – in Italia è la principale causa di morbosità e mortalità prevenibile. Si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco oltre 93mila morti.

Nel 2020 il fumo di tabacco è più diffuso nella fascia di età che va tra i 25 e i 34 anni (24,2%). Tra gli uomini la quota più elevata si raggiunge tra i 25 e i 34 anni (29,9%), mentre tra le donne la fascia di prevalenza è tra i 55 e i 50 anni, con una percentuale del 21% (fonte ISTAT).

Secondo l’ultima indagine GYTS, nel 2018 circa 1 studente su 5 tra i 13 e i 15 anni ha fumato più di una sigaretta negli ultimi 30 giorni. Il fumo è più diffuso tra le ragazze (23,6%) rispetto ai coetanei maschi (16,2%). Entrambi i dati sono in calo rispetto al 2014.

Sigarette elettroniche e prodotti a base di nicotina

L’immissione sul mercato delle sigarette elettroniche e nuovi prodotti a base di nicotina ha aperto nuovi scenari rispetto alle strategie di prevenzione. Ma la loro diffusione preoccupa ugualmente peri possibili effetti sulla salute legati all’eventuale presenza di sostanze pericolose nei liquidi di ricarica o nelle emissioni.

Circa il 2,5% della popolazione con più di 14 anni usa la sigaretta elettronica e secondo i dati della GYTS, tra il 2014 e il 2018 la percentuale è raddoppiata. Anche se le aziende produttrici ne sostengono l’uso nell’ottica di una riduzione del danno, le evidenze scientifiche – scrive l’Oms – non sono sufficienti a dimostrare che l’uso del prodotto comporti un’effettiva riduzione del rischio.

Giornata mondiale senza tabacco: i dati dell’Iss

Secondo l’Istituto superiore di sanità la pandemia ha significativamente cambiato le abitudini degli italiani rispetto al fumo. Dopo una riduzione ad aprile 2020 rispetto a gennaio 2020 (prima del lockdown) si è verificato un aumento dei fumatori a maggio 2021, con una prevalenza del 26,2 rispetto anche a novembre 2020 (24%). Non diminuisce il numero di giovani consumatori: 1 su 3 tra i 14 e i 17 anni ha già fatto uso di tabacco e quasi il 42% di una sigaretta elettronica.

Lo dicono i dati di uno studio dell’Iss in collaborazione con l’Istituto Farmacologico Mario Negri e presentato oggi, 31 maggio, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco. Sono state realizzate 3 survey su un campione (3mila) di 18-74 anni rappresentativo della popolazione italiana secondo le principali variabili sociodemografiche a gennaio 2020 (pre lockdown), aprile 2020 (pieno lockdown), novembre 2020 (parziale lockdown) e maggio 2021 (parziali riaperture).

Con l’approvazione del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-25, le Regioni sono chiamate a promuovere l’adozione consapevole di uno stile di vita sano e attivo in tutte le età e in ogni ambito della vita, integrando cambiamento individuale e trasformazione sociale. All’interno del Macro Obiettivo 1 dedicato alla prevenzione delle malattie croniche, le Regioni dovranno mettere in campo programmi di contrasto dei prodotti del tabacco e con nicotina condivisi tra i servizi sanitari e sociosanitari, istituzioni educative e datori di lavoro, attivando reti e comunità locali.