Bonus Docenti, era ora! La sentenza ribalta tutto: cosa cambia

Ottime notizie per i docenti e gli insegnanti, non solo quelli di ruolo. Arriva la sentenza della Corte Europea che cambia le cose

È uno dei mestieri da sempre più affascinanti e tradizionali del mondo. Fare l’insegnante apre un modo nella cultura e nella mente di tanti, fin da quando sono piccoli. Ma allo stesso tempo è uno dei meno agevolati a livello di diritti e di aiuti fiscali.

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Aula di scuola (Ansa Foto)

Fare il docente o il professore è un mestiere pieno di fascino, soprattutto per chi è evidentemente portato a spiegare con il proprio metodo le basi delle varie materie o gli approfondimenti particolari. Ma non sempre si è felici di farlo.

Per i docenti però sta arrivando un’ottima notizia, in particolare per i cosiddetti precari. Coloro che non sono ancora docenti di ruolo, o con cattedra assegnata e fissa, bensì sono costretti ad attendere chiamate in extremis ed un posto d’onore in graduatoria.

La Corte di giustizia europea accoglie il ricorso: bonus per i docenti precari

Il cambiamento in arrivo è di natura addirittura internazionale, dunque non riguarda soltanto i docenti italiani. La Corte di giustizia europea ha reso noto di aver accolto un importante ricorso riguardante il mondo dell’insegnamento.

La cosiddetta Carta del docente, ovvero l’erogazione da parte dello Stato di un bonus di 500 euro per gli insegnanti, è stata ampliata anche ai docenti precari. Non solo gli insegnanti di ruolo avranno diritto a questo aiuto economico, atto all’acquisto di materiale individuale (pc, tablet) o alla formazione personale.

Carta del docente

Anche i precari dovranno ottenere tale bonus. Il ricorso è stato presentato alla Corte europea dall’Anief, ovvero l’associazione sindacale che protegge i diritti di moltissimi docenti e professori in Italia. Si tratta di una mossa per contrastare il decreto “Buona Scuola” emesso da Matteo Renzi all’epoca del suo mandato governativo.

La Carta del docente potrà essere utilizzabile anche dagli insegnanti non attivi, i precari in attesa di chiamata. Anche loro hanno diritto a questa erogazione, per poter investire denaro su formazione professionale per l’avanzamento di carriera e di graduatoria.

Un’ottima notizia per chi vuole fare il mestiere dell’insegnante, ma che non è agevolato da burocrazia, tempi lunghi e liste d’attesa infinite.