Sparatoria a scuola in Texas: diciottenne uccide 19 bambini e 2 adulti

Molti genitori sono ancora in attesa di sapere se i loro figli sono morti nella sparatoria, perché sono in corso gli esami del dna.

Sparatoria in una scuola in Texas - Foto di Ansa Foto
Sparatoria in una scuola in Texas – Foto di Ansa Foto

Diciannove bambini e due adulti, tra cui un insegnante. È il bilancio di una sparatoria nella scuola elementare Robb Elementary di Uvalde, in Texas avvenuta per mano di un ragazzo di diciotto anni, Salvador Ramos.

Stando alle prime ricostruzioni il giovane avrebbe prima sparato alla nonna di 66 anni ferendola gravemente, poi avrebbe avuto un incidente in auto vicino all’istituto scolastico. Sceso dall’auto con fucile e giubbotto antiproiettile, avrebbe cercato di entrare nella scuola superando il blocco di alcuni agenti. Una volta nell’edificio, avrebbe sparato in alcune classi. Ramos è stato fermato sul posto dalla polizia, che lo ha ucciso in un conflitto a fuoco durante il quale hanno perso la vita anche due agenti.

Chi è Salvador Ramos

L’America è sotto choc per l’accaduto. Del diciottenne si hanno ancora poche informazioni. Era uno studente di un liceo nei dintorni e poco prima della strage aveva scritto a una sconosciuta su Instagram dicendole che aveva un segreto che voleva condividere, ma non ha raccontato molto. Sul suo account Salvador Ramos aveva postato un selfie e foto di armi, tra cui una con due fucili. Non si sa se siano le stesse armi usate per compiere la strage. Per il suo diciottesimo compleanno aveva acquistato due fucili.

Le parole di Papa Francesco

Molti genitori sono ancora in attesa di sapere se i loro figli sono morti nella sparatoria, perché sono in corso gli esami del dna. “Ho il cuore affranto per la strage nella scuola elementare in Texas. Prego per i bambini, per gli adulti uccisi e per le loro famiglie. È tempo di dire basta al traffico indiscriminato delle armi. Impegniamoci tutti perché tragedie così non possano accadere”, ha detto Papa Francesco al termine dell’udienza generale.

Biden: “Stanco e arrabbiato, dobbiamo fare di più”

A due giorni dalla Convention annuale della National Rifle Association, la potente lobby delle armi, torna attuale negli Usa il tema delle armi. Joe Biden con le lacrime agli occhi si è rivolto agli americano e al Congresso ha chiesto un’azione sulle armi: “Possiamo e dobbiamo fare di più. È il momento di trasformare il dolore in azione”. 

Parlando dell’ennesimo “massacro” il presidente si è detto “stanco e arrabbiato”: “Perché continuiamo a consentire che questo accada? Per l’amor del cielo, dov’è la nostra spina dorsale?”. Da qui, l’appello a norme di buon senso sulle armi per evitare queste tragedie.

Anche la vicepresidente Kamala Harris ha parlato dell’episodio: “Quando è troppo è troppo, ora bisogna agire”. Allo stesso modo Barack Obama, ex presidente, in carica nel 2012, anno della strage di Sandy Hook: “Io e Michelle siamo a fianco delle famiglie di Uvalde. Ma siamo anche arrabbiati”. Senza mezzi termini, Obama aggiunge: “Il nostro Paese è paralizzato non dalla paura, ma da una lobby delle armi e da un partito politico che non hanno mostrato alcuna volontà di agire per prevenire queste tragedie. È scaduto il tempo per agire, per qualsiasi tipo di azione”.