Partygate, Johnson sul rapporto Gray: “Piena responsabilità ma andiamo avanti”

Il rapporto Gray "mette a nudo il marciume che con questo primo ministro si è diffuso a Downing Street e fornisce la prova definitiva del totale disprezzo dei sacrifici del popolo britannico", ha affermato il leader laburista Keir Starmer. 

Boris Johnson - Foto di Ansa Foto
Boris Johnson – Foto di Ansa Foto

Dopo mesi di attesa, il rapporto indipendente sullo scandalo Partygate, redatto dall’Alta funzionaria Sue Gray, è stato consegnato a Downing Street. In seguito alla pubblicazione dei risultati del documento si è tenuto oggi, mercoledì 25 maggio, il faccia a faccia di Boris Johnson con la Camera dei Comuni in concomitanza con un Question Time.

Il rapporto Gray critica la gestione del Governo Tory durante il lockdown e la pandemia e contiene imbarazzanti dettagli sui party avvenuti nelle sedi istituzionali. Feste in violazione delle norme anti-Covid, abuso di alcol e risse a cui avrebbero partecipato anche funzionari del governo e lo stesso primo ministro Boris Johnson.

Partygate: Johnson non si dimetterà

37 pagine e 9 immagini inedite che però non hanno portato il premier britannico a dimettersi: “Voltiamo pagina e pensiamo alle cose importanti”, ha affermato Johnson. “Andremo avanti e vinceremo le prossime elezioni“. 

Cinque foto riguardano la festa di addio a novembre 2020 per l’allora direttore della Comunicazione del Governo, l’ex giornalista Lee Cain. Proprio su questo evento, Gray parla di una quantità eccessiva di alcol: “L’evento è durato diverse ore” e “c’è stato un consumo eccessivo di alcol da parte di alcuni individui” oltre che di “un piccolo alterco” tra due dei partecipanti al party.

Alla Camera dei Comuni il premier uk si è scusato e si è assunto la “piena responsabilità” e si è detto “sorpreso e deluso”. Johnson ha affermato che con la sua partecipazione agli eventi aveva voluto manifestare la sua vicinanza allo staff che in quel momento “stava lavorando duramente e per molte ore”. 

Ha “imparato la lezione“, sostiene. Tra i party finiti nel mirino c’è anche la festa di compleanno del premier a giugno 2020 alla Cabinet Room, per cui Johnson e il cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak sono stati multati dalla polizia.

L’opposizione chiede le sue dimissioni

Le argomentazioni del premier non hanno convinto l’opposizione. Il nazionalista scozzese Ian Blackford lo ha accusato di aver “perso quella poca autorità morale che gli era rimasta” e ha chiesto le sue dimissioni. Anche il partito laburista è d’accordo. Il rapporto Gray “mette a nudo il marciume che con questo primo ministro si è diffuso a Downing Street e fornisce la prova definitiva del totale disprezzo dei sacrifici del popolo britannico”, ha affermato il leader Keir Starmer.