Non digeriscono la sconfitta contro il Foggia. Quattro ultras dell’Avellino, così, pensano bene di inseguire, bloccare, aggredire e infine denudare un calciatore della loro squadra. Perché non degno, almeno secondo loro, di vestire i colori sociali. I fatti risalgono al 4 maggio scorso. L’Avellino si gioca, contro la squadra pugliese, le residue possibilità di promozione in Serie B. Ai neroverdi basta anche un pareggio, che però non arriva. Il team irpino subisce una cocente sconfitta per 2 a 1 a opera dei rossoneri di Zeman, condannandosi – di fatto – a un’altra stagione in Serie C.

Questo il motivo della spedizione punitiva di quattro ultras, che bloccano il calciatore Claudiu Micovschi mentre è in auto assieme a un compagno di squadra. Manca poco alla mezzanotte, Micovschi sta tornando verso casa quando una prima auto lo affianca. Tre uomini e una donna lo aggrediscono, togliendogli di dosso la tuta dell’Avellino che in quel momento il giocatore della compagine irpina indossava. Oggi, a circa due settimane dal fatto, la polizia di Stato ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari per i tre uomini del gruppo. Un 22enne e due 30enni, accusati di rapina aggravata in concorso, violenza e minaccia. Si cerca ora la donna che era la quarta componente del gruppo.

Come ricostruito dagli inquirenti, la sera stessa dell’aggressione al calciatore straniero, un altro giocatore dell’Avellino è stato inseguito da un’automobile riconducibile a uno dei tre ultras che sono stati arrestati oggi. Come detto, gli inquirenti stanno cercando di identificare anche il quarto componente del gruppo ultras, che sarebbe una donna.