Berlusconi a Napoli: “Come nel 1994, ho la responsabilità di essere ancora in campo per garantire benessere e libertà all’Italia”

Per un cessate il fuoco in Ucraina, secondo il Cavaliere, "bisogna portare Putin al tavolo delle trattative e non bisogna fare dichiarazioni che sento fare da Gran Bretagna, Nato, ecc". 

Silvio Berlusconi - Foto di Ansa Foto
Silvio Berlusconi – Foto di Ansa Foto

Io dico che inviare armi significa essere cobelligeranti, essere anche noi in guerra. Cerchiamo di far finire in fretta questo conflitto. Se dovessimo inviare armi, sarebbe meglio non farne tanta pubblicità”. Così il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi a Napoli, dopo aver pranzato con la compagna Marta Fascina in un ristorante a Marechiaro.

L’ex presidente del Consiglio, giunto nel capoluogo campano, prima di chiudere la convention del suo partito, è tornato a parlare dell’Ucraina dopo le dichiarazioni rese a Treviglio che non sono state ben viste da molti esponenti di FI, tra cui la ministra Gelmini e anche, ai  microfoni di iNews24, del deputato Elio Vito. “Bisogna assolutamente, al più presto possibile, arrivare a una pace, altrimenti vanno avanti le devastazioni e le stragi. Io credo che l’Europa si debba mettere tutta unita a fare una proposta di pace a Putin e agli ucraini, cercando di far accogliere agli ucraini le domande di Putin”, ha proseguito.

L’Italia del Futuro, la convention di Forza Italia, si è tenuta al Palacongressi della Mostra d’Oltremare. “Le sanzioni hanno fatto molto male all’economia sovietica, si prevede un calo del Pil addirittura del 14% ma hanno fatto male anche a noi. Adesso il grande dubbio è sul gas. È un’ipotesi sconvolgente perché ci porterebbe alla chiusura di centinaia di migliaia di aziende, alla perdita di 3 milioni di posti di lavoro, al dilagare della povertà in Italia e dovremmo andare in giro in inverno col cappotto addosso in casa e una candela in mano. Non voglio nemmeno pensare che questo possa succedere”, ha aggiunto Berlusconi.

Per un cessate il fuoco in Ucraina, secondo il Cavaliere, “bisogna portare Putin al tavolo delle trattative e non bisogna fare dichiarazioni che sento fare da Gran Bretagna, Nato, ecc”. 

Infine, Berlusconi ha parlato del suo partito, Forza Italia: “Il rilancio di FI è già partito da Roma con il mio primo intervento”. Ed ha aggiunto: “Come ho sentito nel 1994 che c’era il bisogno di un nuovo partito perché tutti i leader del pentapartito erano stati eliminati da Mani Pulite. Ebbi tutti contro, i miei parenti, la mia mamma, i miei dirigenti, ma continuai a sentire dentro di me il dovere di farlo e trovai il coraggio di farlo“. Allo stesso modo oggi “ho la responsabilità di essere ancora in campo per dare all’Italia un futuro di benessere e soprattutto di libertà“.