Ucraina, Draghi al Senato: “Portare subito Mosca al tavolo dei negoziati”

Sul gas afferma che per "diversificare i nostri fornitori ci siamo mossi rapidamente" con "l'obiettivo di incrementare le forniture di gas naturale di cui abbiamo bisogno come combustibile di transizione", ma anche per "aumentare la produzione delle rinnovabili", per "distruggere le barriere agli investimenti". 

Mario Draghi - Foto di Ansa Foto
Mario Draghi – Foto di Ansa Foto

L’informativa di oggi intende approfondire gli aspetti legati alla guerra: mi soffermo sulla situazione sul terreno, sui negoziati, sugli sforzi italiani a favore dell’Ucraina”. Comincia così il discorso del premier italiano Mario Draghi durante l’informativa al Senato di oggi, giovedì 19 maggio 2022. “La guerra è giunta all’ottantacinquesimo giorno: la speranza di conquistare vaste aree del Paese in tempi brevi da parte dei russi si è scontrata con la resistenza del popolo ucraino. L’avanzata russa procede più lentamente del previsto”.

Draghi al Senato: “Cessate il fuoco immediato e negoziati”

Draghi ribadisce la posizione del governo italiano sul cessate il fuoco immediato: “Per impedire che la crisi umanitaria si aggravi, dobbiamo raggiungere prima possibile un cessate il fuoco e far ripartire i negoziati: è la posizione dell’Italia, dell’Ue e che ho condiviso con Biden. È essenziale mantenere canali di dialogo con la Russia”.

Oltre che al Senato, Draghi ha riferito anche alla Camera il giorno dopo aver ricevuto la premier finlandese Sanna Marin, nel giorno della richiesta ufficiale di Finlandia e Svezia di entrare nella Nato.

Posizione italiana sulla crisi internazionale

Durante il suo intervento il presidente del Consiglio ha anche delineato la posizione italiana sulla crisi internazionale. “Voglio ringraziare il Parlamento, la maggioranza e la principale forza di opposizione per il sostegno al governo per affrontare la crisi. La risoluzione ha impegnato il governo a sostenere dal punto di vista militare e anche umanitario Kiev e tenere alta la pressione sulla Russia anche attraverso le sanzioni ed ha guidato in modo chiaro l’azione di governo e rafforzato la nostra posizione a livello internazionale. Il governo intende muoversi nel solco di questa risoluzione”. 

La sicurezza

Dal punto di vista della sicurezza, Draghi afferma che “la Nato ha intensificato le azioni sul fianco orientale e il contributo italiano è pari a 2500 unità. Nel medio periodo siamo pronti a rafforzare in Ungheria e Bulgaria il nostro impegno con rispettivamente 250 e 750 unità in linea con l’azione dei nostri alleati e valutiamo il sostegno alla Romania per lo sminamento marittimo del Mar Nero e anche alla Slovacchia nella difesa antiaerea”. 

Draghi al Senato: “Sarà l’Ucraina e non altri a decidere quale pace accettare”

Inoltre il premier italiano ha ribadito che “l’Italia è favorevole all’ingresso dell’Ucraina in Ue” ed ha annunciato un vertice con la Turchia ad Ankara a luglio. La decisione sulla risoluzione del conflitto, afferma Draghi, spetta a Kiev: “L’Italia si muoverà con i partner europei e gli alleati per ogni possibilità di mediazione, ma sarà l’Ucraina e non altri a decidere quale pace accettare, una pace senza Ucraina non sarebbe accettabile”. 

Spesa militare

Serve la razionalizzazione della spesa militare in Ue la cui distribuzione è inefficiente: serve un coordinamento degli investimenti in sicurezza. Come detto da Mattarella, nel lungo termine servirà uno sforzo creativo su un modello di conferenza di Helsinki. Occorrerà costruire un quadro internazionale condiviso, per usare le sue parole”, afferma Draghi citando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Primi contatti tra Russia e Usa

Negli incontri avuti negli Usa ho riscontrato un apprezzamento universale per la solidità della posizione italiana, fermamente ancorata in campo transatlantico e in Ue. Questa posizione ci permette di essere in prima linea senza ambiguità nella ricerca della pace”, ha aggiunto Draghi. I contatti tra “il capo del Pentagono e il ministro della Difesa rappresenta un segnale incoraggiante dall’inizio della guerra”.

Draghi al Senato: “Espulsione diplomatici è un atto ostile”

Draghi ha ricordato anche l’espulsione dei diplomatici italiani: “Nella giornata di ieri la Federazione russa ha comunicato l’espulsione di 24 diplomatici italiani. è un atto ostile che ricalca decisioni simili prese verso altri Paesi europei e risponde a espulsioni di diplomatici da parte italiana. È essenziale mantenere canali di dialogo con la Federazione russa e solo da questi canali che potrà emergere una soluzione negoziale”. 

Il costo dell’invasione russa in termini di vite è terribile. La scorsa settimana sono state ritrovate fosse comuni a Kiev. L’Italia ha offerto sostegno per indagare sui crimini di guerra”. 

Crisi alimentare

Draghi ha posto l’accento anche sulla crisi alimentare: “L’indice dei pressi dei prodotti alimentari è salito e ha toccato a marzo massimi storici”. Il rischio è disastroso, “in particolare per alcuni Paesi di Africa e Medio Oriente dove aumenta il rischio di crisi alimentare”. 

Draghi al Senato sull’accoglienza: “L’Italia è orgogliosa si voi”

Oltre 116mila ucraini sono arrivati in Italia, di cui 4mila minori non accompagnati. Finora abbiamo inserito circa 22.792 studenti ucraini nelle scuole italiane. La maggior parte, quasi 11mila, sono bambine e bambini delle scuole primarie. Desidero ringraziare il ministro Bianchi, il personale della scuola e tutte le bambine e i bambini italiani per questa meravigliosa manifestazione di amore e di efficienza collettiva. Voglio ringraziare anche la Protezione Civile, gli enti del terzo settore e tutti i cittadini italiani che sono impegnati nell’accoglienza dei rifugiati. L’Italia è orgogliosa di voi, della vostra accoglienza, della vostra solidarietà, della vostra umanità”. 

Crisi del gas e rinnovabili

Altra questione affrontata da Draghi è la crisi del gas e la missione di ridurre al minimo l’indipendenza dalla Russia entro fine 2024: “Le stime del governo indicano che potremmo renderci indipendenti dal gas russo nel secondo semestre del 2024: i primi effetti si questo processo si vedranno già alla fine di quest’anno. Durante la mia visita a Washington ho condiviso con il presidente Biden la strategia energetica italiana e siamo d’accordo sull’importanza di preservare gli impegni sul clima che l’Italia intende mantenere”.

Per “diversificare i nostri fornitori ci siamo mossi rapidamente” con “l’obiettivo di incrementare le forniture di gas naturale di cui abbiamo bisogno come combustibile di transizione”, ma anche per “aumentare la produzione delle rinnovabili”, per “distruggere le barriere agli investimenti”. 

Matteo Salvini: “Sull’invio di altre armi, non ci sto”

Concluso il discorso di Draghi, sono cominciati gli interventi sei senatori, tra cui Matteo Salvini: “Qualcuno in quest’aula parla di inviare altre armi, io non ci sto. Noi siamo assolutamente e orgogliosamente ancorati ai valori, ai diritti conquistati in Occidente, stiamo con la democrazia, mai con la guerra ma con i popoli e mai con gli aggressori”. E rivolgendosi a Draghi ha affermato: “Grazie per le parole di pace sia a Washington che oggi in Aula, condivise da tutti, spero”.