Guerra in Ucraina: Finlandia e Svezia presentano domanda ufficiale di ingresso nella Nato. Marin a Palazzo Chigi

Intanto a Mariupol scatta l'allarme colera. A lanciarlo è la direttrice regionale per le emergenze dell'Oms Dorit Nitsan, citata da Unian. 

Guerra in Ucraina - Foto di Ansa Foto
Guerra in Ucraina – Foto di Ansa Foto

Ottantaquattresimo giorno di guerra in Ucraina: i negoziati sono fermi, come confermano sia Mosca sia Kiev. “La Russia non ha dato nessun segnale che una conversazione tra Blinken e Lavrov possa essere utile e costruttiva in questo momento”, ha affermato il portavoce del Dipartimento di Stato americano Ned Price, durante un briefing con la stampa, sottolineando anche che Sullivan, ambasciatore Usa a Mosca, “continua ad avere incontri con le sue controparti”. 

Lavrov, ministro degli Esteri russo, ha fatto sapere che lo spostamento del processo negoziale a Washington non porterà frutti, mentre Podolyak, negoziatore ucraino, ha affermato che “non ci sono stati progressi dopo l’incontro a Istanbul, ma ogni guerra finisce al tavolo delle trattative e questo processo sarà moderato da Zelensky”. 

Secondo il Cremlino all’Ucraina “manca totalmente la volontà di continuare i colloqui di pace”. Intanto l’Ungheria si offe come mediatrice per i colloqui di pace.

Finlandia e Svezia chiedono ingresso nella Nato, Sanna Marin a Palazzo Chigi

Finlandia e Svezia hanno ufficialmente chiesto l’ingresso nella Nato. La premier finlandese Sanna Marin è a Roma a Palazzo Chigi per incontrare Mario Draghi. È stata accolta dal picchetto d’onore nel cortile del Palazzo che ospita la Presidente del Consiglio. Alle 11.30 è previsto il bilaterale, poi un pranzo con Enrico Letta e Giuseppe Conte, schierati su fronti opposti sull’invio di armi all’Ucraina, ma entrambi favorevoli all’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato. Non è previsto alcun incontro con Matteo Salvini, contrario “a portare i confini della Nato ai confini con la Russia perché non avvicina la pace”. 

Il veto della Turchia

Sulla questione dell’ingresso dei due Paesi nell’Alleanza va affrontato ancora il vero di Erdogan. “Questo è un momento storico in un momento critico per la nostra sicurezza”, ha affermato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. “Speriamo di concludere rapidamente” il processo di adesione di Svezia e Finlandia.

L’Austria ribadisce la neutralità

Nel giorno in cui la Svezia e la Finlandia chiedono ufficialmente di entrare nella Nato, l’Austria ribadisce la sua neutralità attraverso la voce del ministro degli Esteri Alexander Schallenberg: “La situazione per noi sembra leggermente diversa” ha affermato in un’intervista radiofonica, spiegando che l’Austria ottiene l’80% del gas naturale dalla Russia e continuerà a fornire supporto umanitario all’Ucraina piuttosto che armi: “Stiamo aiutando su larga scala, ma non con munizioni da guerra e penso che l’aiuto all’Ucraina non può essere ridotto solo a munizioni da guerra”. 

Azovstal, Kiev: “Operazione umanitaria”, Mosca chiede processo per i combattenti

Oggi la Camara bassa del Parlamento russo (Duma) esaminerà una bozza di risoluzione che vieta lo scambio dei combattenti ucraini che si sono arresi e che  sono stati evacuati dall’acciaieria Azovstal. Mentre Kiev parla di operazione militare, il presidente della Duma chiede che vengano processati. Si parlerà anche della possibile uscita di Mosca da Wto e dall’Oms.

Mosca chiede di riconoscere il Battaglione Azov come “organizzazione terroristica”. 

Diplomatici italiani convocati dal Cremlino

Sul piano diplomatico, ci sono possibili provvedimenti in vista per i diplomatici italiani a Mosca. Il Cremlino infatti, ha convocato l’ambasciatore Starace, ma anche quello spagnolo Martinez.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha rassicurato l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky che “le consegne di armi da parte della Francia continueranno e aumenteranno di intensità nei prossimi giorni e settimane, così come l’invio di attrezzature umanitarie”. I due, come afferma l’Eliseo, hanno avuto un colloquio telefonico ieri pomeriggio.

Borisov: guerra nucleare solo come risposta

Il vice primo ministro Borisov ha affermato che la Russia potrebbe scatenare una guerra nucleare solo come risposta.

Notizie dal fronte

Sul fronte, Mariupol è ormai in mano alle truppe russe, ma secondo Kiev non è ancora terminata l’evacuazione dall’acciaieria Azovstal. I soldati asserragliati nella struttura da circa ottanta giorni hanno ceduto la resa. Il quartier generale dell’autoproclamata repubblica del Donbass annuncia che “oltre 250 militari ucraini, tra cui 51 feriti, si sono arresi”. Putin rassicura che i combattenti dell’acciaieria saranno trattati in linea con le “leggi internazionali”. 

Allarme colera a Mariupol

Intanto a Mariupol scatta l’allarme colera. A lanciarlo è la direttrice regionale per le emergenze dell’Oms Dorit Nitsan, citata da Unian.

Un morto e tre bambini feriti: questo il bilancio dei bombardamenti russi che hanno colpito la regione di Donetsk nell’Ucraina orientale. Lo riporta il Kiev Independent, citando fonti di polizia nazionale. L’area è stata colpita 28 volte causando la distruzione di 52 edifici civili. Uno dei bimbi feriti ha 9 anni.

Moldavia: “Cercano di trascinarci in una guerra che non vogliamo”

Le “esplosioni misteriose” in Transnistria, di cui si accusano a vicenda Russia e Ucraina, “sono incidenti causare da parti interessate che cercano di destabilizzarci e trascinarci in una guerra indesiderata. Sono attacchi mascherati per creare panico e insicurezza”. Così la premier della Moldavia Natalia Gavrilita, in un’intervista al Corriere della Sera: “Monitoriamo da vicino la situazione e ci stiamo preparando a scenari diversi. Non abbiamo un controllo effettivo sulla Transnistria, che da trent’anni è guidata dai separatisti sostenuti dalla Russia e quindi non riusciamo a condurre un’indagine seria su quello che è successo”.