Guerra in Ucraina: evacuati i soldati dell’Azovstal, bombe su una base militare vicina a Polonia. Cremlino: “La pace sarà quella in cui saremo ascoltati”

Emerge intanto, una quarta fossa comune a Mariupol, nei pressi del cimitero centrale della città. Lo ha denunciato Radio Svoboda. Missili anche a Mikolaiv hanno colpito un quartiere residenziale della città. 

Forze Armate Ucraina, bombardata Druzhkivka - Foto di Ansa Foto
Forze Armate Ucraina, bombardata Druzhkivka – Foto di Ansa Foto

Ottantatreesimo giorno di guerra in Ucraina. È cominciata l’evacuazione dei soldati che sono rimasti asserragliati per circa ottanta giorni dell’acciaieria Azovstal. “Per salvare vite, la guarnigione sta attuando la decisione approvata dal comando supremo”, ha affermato in un video sui social il comandante del Battaglione Azov Denis Prokopenko. I militari saranno portati via su bus.

Il presidente ucraino Volodymyz Zelensky ha confermato l’evacuazione: “Speriamo di poter salvare i nostri ragazzi”, perché l’Ucraina “ha bisogno di eroi vivi e penso che ogni persona giudiziosa capirà queste parole”. 

Sono 264 i militari evacuati: 53 soldati feriti verranno condotti a Novoazovsk, e altri 211 combattenti sono stati portati a Olenivka, nel territorio controllato dai separatisti filorussi di Donetsk. Questi ultimi sono poi stati ricondotti in territorio ucraino in cambio di altri prigionieri russi.

Peskov: “Le azioni dell’Occidente contro Mosca sono una guerra”

Le azioni dei Paesi occidentali nei confronti della Russia sono una guerra, sarebbe più corretto ora indicare i Paesi non amici come ostili”. Così il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, come riporta l’agenzia russa Interfax: “La Russia non può essere isolata politicamente, economicamente o nella sfera dell’informazione. Gli ucraini sono persone pacifiche e di talento, fraterne alla Russia, ma sono state ingannate per molto tempo”. 

Peskov ha anche aggiunto che “a volte sembra che l’esistenza stessa della Russia sia motivo di irritazione per l’Occidente, pronto a fare qualsiasi cosa per impedirci di svilupparci a modo nostro e di vivere come vogliamo”. Infine ha lanciato un avvertimento: “La Russia non può essere isolata. Ai nostri tempi è impossible isolare un sesto della terra, sia politicamente, economicamente, diplomaticamente o a livello mediatico”. 

Finlandia e Svezia nella Nato, il no di Erdogan

La Finlandia e la Svezia hanno chiesto ufficialmente l’ingresso nella Nato, anche se il presidente turco Erdogan si è detto contrario. La Turchia, ha affermato, “non cederà” sul no all’adesione: “Come possiamo dare loro fiducia?”, riferendosi all’accusa alla Finlandia e alla Svezia di dare ospitalità ai curdi del Pkk. In particolare la Svezia, afferma il presidente turco, è “un vivaio di organizzazioni terroriste”. E aggiunge: “Noi non cederemo sull’adesione alla Nato di coloro che applicano sanzioni contro la Turchia”. 

Vereshchuk: “Servono armi. Cessate il fuoco impossibile”

Non siamo pronti per un cessate il fuoco immediato, perché è impossibile da realizzare”. Sono le parole della vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk in un’intervista a Sky Tg24. La scelta è “solo quella delle armi” perché in questo momento “non ci sono possibilità di risolvere il conflitto politicamente”. Ed aggiunge: “Finché le armi e i soldati nemici rimangono nel territorio dell’Ucraina il cessate il fuoco non potrà essere realizzato. Non c’è bisogno di parlare di cose irrealistiche”. La vicepremier insiste perché arrivino altre armi a Kiev: “Parliamo invece delle armi, qui e adesso, nelle nostre mani, nelle mani dei nostri soldati, date dalla Nato e da altri Paesi. Questo è realismo, di questo dobbiamo parlare”. 

Secondo Vereshchuk, la guerra finirà “quando Putin non avrà più le risorse per finanziarla, quando le sanzioni sull’olio e sul gas funzioneranno, quando i politici in Europa e nel mondo, che sono corresponsabili per quello che sta succedendo in Ucraina, finalmente si uniranno e si metteranno d’accordo per distruggere il sistema politico ed economico” di Mosca.

Guerra in Ucraina: notizie dal fronte

Intanto sul fronte, la città di Leopoli, a circa 70 chilometri al confine con la Polonia, durante la notte ha subito un attacco missilistico. Raid anche a Severodonetsk, nella regione orientale di Lugansk, dove sono morte almeno dieci persone. Lo ha riferito il governatore locale Serhiy Haidai: “Al momento è estremamente difficile controllare l’area a causa di nuovi bombardamenti”. 

Emerge intanto, una quarta fossa comune a Mariupol, nei pressi del cimitero centrale della città. Lo ha denunciato Radio Svoboda. Missili anche a Mikolaiv hanno colpito un quartiere residenziale della città.