Finlandia, Causin (Gruppo Misto) a iNews24: “Paese strategico, non può essere lasciato in balìa di Putin, entri nella Nato”

"Penso che sia pericoloso per la democrazia il fatto che partiti della maggioranza del Parlamento non siano “atlantici”, aggiunge.

Andrea Causin - Foto di Ansa Foto
Andrea Causin – Foto di Ansa Foto

Dal punto di vista geopolitico c’è una fortissima novità: l’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato avviene nel momento in cui si è compreso che la minaccia della Russia non è virtuale, ma reale”. Ai microfoni di iNews24, il senatore del Gruppo Misto Andrea Causin, ex Forza Italia, membro della commissione Difesa ed ex componente dell’assemblea parlamentare Nato. “Stati come la Finlandia, che è strategico dal punto di vista economico e del petrolio, non possono essere lasciati in balìa di Putin”, aggiunge. 

La Finlandia domenica chiederà ufficialmente l’ingresso nella Nato, la Svezia potrebbe prendere la stessa decisione lunedì. Cosa cambierà negli equilibri dell’Alleanza Atlantica?
Dal punto di vista della capacità militare, cambierà poco. Non sono Paesi che aggiungono particolare forza nella Nato. Il maggiore contributo è dato dagli Usa, seguiti da Gran Bretagna e Canada. L’Italia è uno dei Paesi che hanno partecipato alle missioni all’estero. Ma dal punto di vista geopolitico ci sarà una fortissima novità: l’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato avviene nel momento in cui si è compreso che la minaccia della Russia non è virtuale, ma reale. Questi Paesi hanno necessità di autodifesa e l’ingresso nella Nato cambia molto più per loro che per l’Alleanza”;

Alla luce di quanto sta accadendo sul fronte, pensa che l’ingresso di Finlandia e Svezia possa complicare il conflitto in Ucraina?
Secondo me no. È chiaro che oggi, se guardiamo alle dichiarazioni di Putin e Lavrov, qualsiasi tipo di reazione viene vista come una provocazione perché c’è la necessità di alimentare la propaganda in Russia. Ma se per loro tutto è una provocazione, non significa che chi deve essere difeso non si possa attrezzare per difendersi”;

Lei è favorevole all’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato?
Sono favorevole, credo nella Nato. E a chi critica il ruolo dell’Italia in questo conflitto rispondo che non abbiamo la prova contraria di cosa sarebbe stato il nostro Paese dal punto di vista di libertà, democrazia e sviluppo economico se fossimo stati un Paese dominato dall’Unione Sovietica o da un’altra potenza per sessant’anni”;

Ma cosa ci si può aspettare dal presidente della Federazione Russa Vladimir Putin?
Sicuramente Putin è capace di qualsiasi cosa. Dopo aver scritto trattati di diritto internazionale per settant’anni e aver partecipato anche in modo positivo a dirimere questioni di diritto internazionale, nel 2022, ha ritenuto di scatenare un conflitto e violare i confini di un altro Paese in questo modo. Per questo ci si può aspettare di tutto. E proprio per questo, Stati come la Finlandia, che è strategica dal punto di vista economico e del petrolio, non possono essere lasciati in balìa di Putin”; 

C’è il rischio che questo conflitto si allarghi?
Gli scenari sono due: o che si allarghi o che vada scemando. Io sono più propenso a credere che andrà scemando nelle prossime settimane o mesi. I risultati militari sul campo della Federazione Russa non sono particolarmente incoraggianti. Putin ha innescato una guerra convenzionale che non sta vincendo in modo rapido ed efficace, ed anzi, le perdite sia di uomini che di mezzi sono altissime. Non credo che, dal punto di vista economico, possa permettersi di spendere 5-700 milioni di euro al giorno per un conflitto che di fatto non ha obiettivi strategici dal punto di vista economico, ma è solo una guerra di rivendicazione di territori”; 

Lavrov ha affermato che l’Unione europea si è trasformata in “un’attore militante e aggressivo”.
È assolutamente propaganda. Che l’Europa non sia un attore aggressivo lo dimostra il fatto che non è dotato di un esercito e di una politica estera comune. Uno dei nostri problemi è proprio la frammentazione: se fossimo un vero Stato, coeso sul piano militare ed economico, saremmo la prima potenza internazionale”;

La posizione del leader dei 5 Stelle Giuseppe Conte sulla guerra in Ucraina è uno dei motivi principali dello scontro del Movimento con Draghi. Si rischia una crisi di governo?
Giuseppe Conte da premier è stato molto bravo e responsabile a gestire crisi come nella prima fase dell’emergenza Covid-19. Francamente, in queste fasi, è irriconoscibile e rasenta il ridicolo. Se fosse stato premier cosa avrebbe fatto? Avrebbe sottoposto al Parlamento la lista degli armamenti e magari anche i luoghi di destinazione cioè informazioni riservate? La sua è una posizione lucrativa ed elettorale. Ma ci sono temi su sui si può lucrare – ad esempio le battaglie sul reddito di cittadinanza o il Superbonus, che sono proprie del M5S – ed altri no. Sul tema della politica internazionale apprezzo molto più Giorgia Meloni. Penso che sia pericoloso per la democrazia il fatto che partiti della maggioranza del Parlamento non siano “atlantici”;

La posizione dei 5 Stelle sulla Nato non è una novità e precede la guerra in Ucraina.
Sono a favore dei diritti degli omosessuali ma non vanno a parlarne con Putin. Non possono stare con una parte del mondo quando gli fa comodo e con l’altra quando non gli fa comodo. Sono convinto che libertà e democrazia, seppur imperfette, siano migliori di una dittatura. Se un leader italiano di un partito importante strizza l’occhio alla dittatura, secondo me è un traditore della patria e non ci sono altre definizioni”;

Parole forti.
Sì, lo so, ma siamo in guerra. Noi non siamo amici della Russia. Come ha detto anche Draghi, Putin è un nemico dell’Italia per aver violato i trattati di diritto internazionale. L’Italia aderisce agli organismi internazionali e persegue chi non rispetta le leggi internazionali. Altrimenti non avrebbero avuto senso tutte le missioni all’estero che ci hanno visti protagonisti in questi anni in Iraq, in Afghanistan, in Libia, in Kosovo e in tutte quelle sotto copertura per combattere il fondamentalismo islamico”.