Siamo a Nur-Sultan, Capitale del Kazakistan. Un uomo di 37 anni, Sabit Shontakbaev, sta andando al lavoro in compagnia di un amico. Un giorno come un altro per Sabit, fino a quando non alza lo sguardo e nota una bambina che urla disperata. La piccola è aggrappata alla finestra del suo appartamento, all’ottavo piano di un edificio nel centro della città. La madre era uscita per recarsi a fare la spesa. La piccola ha così ammucchiato giocattoli e cuscini sotto la sua finestra per poi salirci sopra e finire aggrappata, nel vuoto, rischiando un volo di otto piani.

Sabit, padre di quattro figli, non ci pensa due volte. Entra nell’edificio e fa di corsa sette piani, fino ad arrivare all’appartamento sottostante quello della bambina. Il tempo stringe, la piccola potrebbe mollare la presa da un momento all’altro dato che, stando a quanto raccontano i testimoni, è lì appesa ormai da quindici minuti. Sabit si arrampica sulla finestra sottostante e, restando a sua volta sospeso nel vuoto, si è allungato verso la bambina prendendola per le gambe. Senza alcuna imbracatura di sicurezza, ma solo con il suo amico che intanto lo regge a sua volta stringendogli le caviglie. Il tutto in modo molto precario.

Ma Sabit centellina i movimenti e non si fa prendere dal panico. Prende la bambina per le gambe e, pian piano, riesce a farla entrare nell’appartamento del piano di sotto passandola al suo amico per la finestra aperta. Una vicenda che, fortunatamente, si è conclusa con un lieto fine e solo un grande spavento per la piccola.