Cisgiordania: uccisa reporter di Al Jazeera, ferito un altro giornalista

Shireen Abu Akleh lavorava per Al Jazeera dal 1997 ed era considerata una reporter storica della zona. L'emittente, citata dai media, ha definito la tragedia "un crimine orrendo che rompe le norme internazionali".

Shireen Abu Akleh - Foto di Facebook
Shireen Abu Akleh – Foto di Facebook

Shireen Abu Akleh, giornalista di Al Jazeera, è rimasta uccisa dopo essere stata colpita da spari alla testa durante gli scontri tra miliziani palestinesi e l’esercito israeliano avvenuto nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania.

Anche un altro giornalista è rimasto ferito. Abu Aklehè morta dopo essere stata colpita dall’esercito dell’occupazione”, ha riportato l’agenzia di stampa palestinese Wafa, che ha citato il ministero della Sanità palestinese. La reporter aveva cinquantun’anni e sarebbe stata uccisa a sangue freddo dagli israeliani, probabilmente colpita “al volto” mentre indossava un giubbotto con la scritta Press.

Shireen Abu Akleh lavorava per Al Jazeera dal 1997 ed era considerata una reporter storica della zona. L’emittente, citata dai media, ha definito la tragedia “un crimine orrende che rompe le norme internazionali”.

I funerali della giornalista si svolgeranno domani mattina, giovedì 12 maggio, a Ramallah. in Cisgiordania.

Chi è l’altro giornalista ferito

Il secondo giornalista ferito è Ali Samodi. Secondo il ministero della Sanità palestinese sarebbe stato colpito alla schiena, ma le sue condizioni di salute non sarebbero gravi. Samoudi lavora per Al Quds, ed ha affermato che al momento della tragedia si trovata insieme con Shireen Abu Akleh e altri colleghi nelle “vicinanze delle scuole dell’Unrwa vicino al campo di Jenin”. Ha anche aggiunto che “tutti indossavano elmetti e divise da giornalisti” e che il gruppo “è stato preso direttamente di mira dalle forze di occupazione”. Lo riporta la Wafa.

Abu Mazen: “Israele pienamente responsabile di questo crimine”

La presidenza di Abu Mazen ha condannato “il crimine di esecuzione da parte delle forze di occupazione israeliane, della giornalista Shireen Abu Akleh”. Lo ha riferito l’agenzia Wafa. Mazen ha aggiunto di ritenere “il governo israeliano pienamente responsabile di questo atroce crimine”, sottolineando che fa parte “della politica quotidiana perseguita dall’occupazione contro il nostro popolo, la sua terra e i suoi luoghi santi”. 

Bennett: “Palestina accusa senza prove solide”

Il presidente palestinese accusa Israele senza prove solide”, ha affermato il premier israeliano Naftali Bennett sulla morte di Shireen Abu Akleh. “Sulla base dei dati a nostra disposizione, c’è una probabilità da non scartare che palestinesi armati che sparavano in modo selvaggio abbiano provocato la dolorosa morte della giornalista”. 

Usa e Ue chiedono un’indagine indipendente

La cronista di Al Jazeera aveva anche la cittadinanza americana, come ha affermato l’ambasciatore Usa in Israele Tom Nides: “Sono molto rattristato – ha twittato – nell’apprendere la morte della giornalista palestino-americana Shireen Abu Akleh. Sollecito una estesa indagine sulle circostanze della sua morte e sul ferimento di almeno un altro giornalista oggi a Jenin”. Anche la rappresentanza Ue in Palestina ha chiesto “un’indagine indipendente”.