Europe Day, Von Der Leyen e Macron: “L’unanimità in settori chiave non ha più senso”

Macron frena l'entusiasmo di Kiev sull'ingresso in Ue: "L'Ucraina con il cuore è già membro della nostra Unione, ma sappiamo tutti che l'iter per l'adesione richiede diversi anni, anzi decenni e bisogna dirlo con sincerità".

Europe Day - Foto di Ansa Foto
Europe Day – Foto di Ansa Foto

Voglio essere chiara: sarò sempre dalla parte di coloro che vogliono riformare l’Ue per farla funzionare meglio. Il punto è che ci avete detto dove volete che questa Europa vada. E ora tocca a noi prendere la via più diretta per arrivarci, usando tutti i limiti di ciò che possiamo fare all’interno e sì, cambiando i trattati dov’è necessario”. Con queste parole, in occasione dell’Europe Day, la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen ha aperto alla possibilità di cambiare i trattati e anche all’abolizione del voto all’unanimità.

Alla cerimonia per la conclusione dei lavori della Conferenza sul Futuro dell’Europa, Von Der Leyen ha aggiunto: “Accolgo con favore il fatto che per la prima volta in assoluto il Parlamento europeo sia pronto a usare i suoi poteri per proporre una Convenzione. Lavoriamo insieme su tutto questo, senza tabù. Senza linee rosse ideologiche. Facciamo cose per il qui e ora”.

Europe Day, Von Der Leyen su unanimità: “In settori chiave non ha più senso”

Sulla questione del voto all’unanimità, che spesso ha bloccato o ritardato le decisione in Europa, Von Der Leyen ha affermato “che in alcuni settori chiave semplicemente non ha più senso se vogliamo essere in grado di muoverci più velocemente. O che l’Europa dovrebbe giocare un ruolo maggiore, per esempio nella salute o nella difesa. E dobbiamo migliorare il funzionamento della nostra democrazia su base permanente”. 

Ingresso Ucraina in Ue, Macron frena entusiasmo di Kiev: “L’iter richiede diversi anni, se non decenni”

Il presidente della Francia Emmanuel Macron, sulla stessa scia, si è detto favorevole a “riformare i nostri testi”, convocando “una convenzione per la revisione. È una proposta del Parlamento europeo e la approvo”. 

Ma sull’ingresso in Ue dell’Ucraina il neoeletto presidente francese ha frenato l’entusiasmo di Kiev: “L’Ucraina con il cuore è già membro della nostra Unione, ma anche se domani le concediamo lo status di candidato, ed è ciò che auspico, sappiamo tutti che l’iter per l’adesione richiede diversi anni, anzi decenni e bisogna dirlo con sincerità. Non possiamo rinunciare ai principi che sono le fondamenta di questa Europa”. 

Forte della sua rielezione perché come ha affermato in precedente “la Francia ha scelto l’Europa”, Macron si candida a pieno titolo come leader europeo e parla delle nuove sfide: “Dal punto di vista politico l’Europa è più ampia dell’Ue”. E “la sfida storica che ci attende oggi è creare una comunità europea, un’architettura europea nuova che consentirebbe alle nazioni democratiche europee che aderiscono ai nostri valori, di trovare un nuovo spazio di cooperazione politica e di sicurezza in materia di energia, trasporti, investimenti, infrastrutture, libera circolazione e giovani”.