Canone Rai, durissimo colpo per tutti: costi davvero esagerati

Canone Rai, durissimo colpo per tutti: costi davvero esagerati. Si potrebbe presentare uno scenario pesante per il 2023

L’unica cosa certa è che dal prossimo anno la tassa sulla televisione pubblica non sarà più inserita all’interno della bolletta della luce, come espressamente richiesto dall’Unione Europea.

Canone Rai
Canone Rai (AnsaFoto)

Per quanto riguarda l’imposta sulla televisione pubblica siamo vicini al punto di svolta. Come ormai risaputo da tutti il prossimo anno il Canone Rai non potrà essere inserito nella bolletta della luce. Questa misura rientra in una specifica richiesta da parte dell’Unione Europea, all’interno del PNRR di rendere il più chiaro possibile il pagamento dell’energia, scorporandolo da qualsiasi altra voce non strettamente correlata. L’attuale format era stato introdotto nel 2016 dal Governo Renzi, per combattere l’evasione fiscale al riguardo, che aveva raggiunto cifre davvero ragguardevoli. Almeno sotto questo punto di vista l’obiettivo è stato centrato, assieme anche ad una riduzione della tassa stessa che passò dai 113,5 euro del 2015 ai 90 attuali. Ma cosa ci attende allora per il 2023, sia come modalità di versamento che come cifra da erogare? Andiamo a vedere i possibili scenari futuri.

Canone Rai, durissimo colpo per tutti: costi davvero esagerati

Rai
Rai (AnsaFoto)

Alcuni hanno paventato nelle ultime settimane di un aumento spropositato del canone a partire dal 2023, con cifre che potrebbero addirittura triplicare. Questo, assieme ad una possibile estensione del pagamento anche ai possessori di smatphone e tablet, per ora però non è stato confermato.

Quello che è in fase di studio è l’inserimento della tassa per la tv di stato nella dichiarazioni dei redditi (730). Qualcuno ha proposto anche un accorpamento con la tassa sulla casa, tutte soluzioni che dovrebbero permettere di non avere a che fare con una forte evasione. Il rischio di veder crescere nuovamente la cifra del canone è proprio questo. Qualora infatti si tornasse ai parametri di 7 anni fa, il Governo sarebbe costretto a rivedere verso l’alto la cifra di 90 euro al momento pattuita. Certo è che con l’aiuto della tecnologia tutto sembra al momento più semplice per effettuare i necessari controlli. Entro la fine dell’estate dovrà essere presa una decisione definitiva per il prossimo anno. Scopriremo quindi a breve a cosa andremo incontro per il 2023.