Ucraina, Conte prepara una mozione parlamentare: “No alle armi letali”

Oltre alla questione ucraina, a far vacillare i rapporti tra Movimento 5 Stelle e il Governo di Mario Draghi c'è il decreto aiuti, che contiene la norma sul termovalorizzatore a Roma in occasione del Giubileo.

Giuseppe Conte - Foto di Ansa Foto
Giuseppe Conte – Foto di Ansa Foto

No alle armi letali”. Giuseppe Conte prepara una mozione e sfida il premier Mario Draghi sull’Ucraina con un atto parlamentare con cui chiedere al Governo “lo stop all’escalation”. 

Un modo per incalzare ulteriormente il Governo, dopo gli scontri sul Superbonus 110%, l‘inceneritore a Roma, fino alla questione del conflitto in Ucraina. Fin dall’inizio l’ex presidente del Consiglio e il Movimento 5 Stelle di cui è presidente, hanno fatto una distinzione tra armi difensive e quelle offensive e letali.

Cosa conterrà la mozione

Questa distinzione verrà messa nero su bianco nella mozione in cui i pentastellati chiederanno di dire no “all’invio di armi sempre più offensive e letali”L’obiettivo di Conte è mettere Draghi nella condizione di riferire in Parlamento per chiarire la situazione.

Questo potrebbe avvenire dopo il 10 maggio, cioè in seguito alla visita del premier italiano negli Usa, dove incontrerà il presidente Joe Biden. Conte più volte ha chiesto a Draghi di esprimere “una posizione autonoma nei consessi internazionali, nella Nato e nell’Ue”. 

Dalla parte del Movimento 5 Stelle, o almeno in accordo su alcune tesi dei grillini, c’è la Lega, con il leader Matteo Salvini che ha sposato la linea pacifista fin dall’inizio del conflitto Russia-Ucraina. Il segretario del Carroccio ha ribadito più volte la necessità dello stop all’escalation di violenza: “Più si inviano armi, più la pace si allontana”, ha affermato più volte.

Oltre alla questione ucraina, a far vacillare i rapporti tra Movimento 5 Stelle e il Governo di Mario Draghi c’è il decreto aiuti, che contiene la norma sul termovalorizzatore a Roma in occasione del Giubileo. Quando arriverà in Aula, i grillini non daranno fiducia al provvedimento. Nell’aria c’è quindi una crisi di Governo?