Superbonus 110%, Cattaneo (FI) a iNews24: “Conte è più interessato ad affermare la sua leadership nel M5S”

L'onorevole aggiunge: "Sapevamo fin dall’inizio che il Superbonus 110% non sarebbe durato in eterno. Come ho detto, noi proponiamo di dare scadenze adeguate a cittadini e imprese, dopodiché fare un riordino complessivo di tutti gli sgravi fiscali".

Alessandro Cattaneo - Foto di Ansa Foto
Alessandro Cattaneo – Foto di Ansa Foto

Lo Stato non può comportarsi come una bottega di periferia che espone il cartello “per colpa di qualcuno, credito a nessuno”. Ai microfoni di iNews24, Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia, sul Superbonus 110%, dopo che il premier Mario Draghi, durante il suo intervento all’Europarlamento ha affermato di non essere d’accordo con la misura. “Noi sosteniamo che debba proseguire per i cittadini e le imprese che hanno seguito le regole in modo onesto e sulla cessione dei crediti hanno seguito le indicazioni dello Stato”. Ed aggiunge: “Credo che Draghi su questi due punti non possa che convenire e trovare una soluzione di buon senso”.

Il Superbonus 110% ha funzionato?
Forza Italia è da sempre favorevole all’utilizzo della leva fiscale come motore dell’economia reale. Dare sgravi fiscali per generare crescita economica è una ricetta giusta e liberale. L’idea del Superbonus 110% è nata per sostenere la crisi dell’economia edile che era in ginocchio da circa 15 anni e così è stato, ha funzionato”;

Deve continuare o no?
Noi sosteniamo che debba proseguire per i cittadini e le imprese che hanno seguito le regole in modo onesto e sulla cessione dei crediti hanno seguito le indicazioni dello Stato. Ma il continuo cambio di regole sta mettendo in confusione e generando problemi gravissimi”;

Mario Draghi, di fronte al Parlamento europeo ha liquidato la misura, spiegando che il costo di efficientemento e il prezzo degli investimenti per le ristrutturazioni sono triplicati.
Sapevamo fin dall’inizio che il Superbonus 110% non sarebbe durato in eterno. Come ho detto, noi proponiamo di dare scadenze adeguate a cittadini e imprese, dopodiché fare un riordino complessivo di tutti gli sgravi fiscali. E non è secondario il problema drammatico del “mercato” dei crediti. Prima è stata data la possibilità di generarli e adesso le banche hanno chiuso tutto. Le imprese falliscono e non possiamo permettere che un’iniziativa di grande successo finisca per condannare a morte le imprese. Il Superbonus è stato prorogato anche l’anno scorso e io non credo che Mario Draghi abbia semplicemente cambiato idea. Credo che su questi due punti il premier non possa che convenire e trovare una soluzione di buon senso”;

Uno dei temi affrontati è che il Superbonus abbia facilitato i “furbetti”.
Non tollero quando si fa riferimento ai furbetti. In Italia succede molto spesso che gli italiani onesti paghino il prezzo a causa di pochi. Piuttosto dovremmo beccare chi non è stato onesto. Lo Stato non può comportarsi come una bottega di periferia che espone il cartello “per colpa di qualcuno, credito a nessuno”. Lo Stato italiano è una cosa seria e chi è stato onesto va messo in condizione di completare i lavori. E per quanto riguarda la cessione dei crediti, di proseguire com’era stato deciso a inizio attività. Non si possono cambiare continuamente in modo isterico le carte in gioco. In questo momento le banche hanno chiuso i crediti facendo fallire le aziende”;

Sul tema Superbonus Conte potrebbe mettere in crisi il Governo?
Questo va chiesto a Conte. Io non condivido quasi nulla con lui e il Superbonus non è un’iniziativa solo dei 5S. Conte mi sembra più interessato ad affermare la sua leadership all’interno del Movimento 5 Stelle e l’identità del suo partito che non si sa più quale sia e pensa di poterlo fare sulla pelle del Governo e degli italiani in un momento di crisi internazionale come questo. Siamo distanti anni luce, e mi interessa nella misura in cui alza troppo l’asticella e rischia di compromettere l’azione del Governo in un momento in cui bisogna preservarla”;

Si riferisce anche alla posizione del Movimento 5 Stelle sulle armi in Ucraina?
Forza Italia ha votato a favore perché siamo un partito serio. Tutti i Paesi Nato hanno deciso di inviare le armi all’Ucraina e noi non ci sottraiamo. Tuttavia continuiamo a lavorare per una crisi pacifica e non per l’escalation continua. Servono leader come Berlusconi, che è stato capace di far stringere la mano a Putin e Bush e leadership che riescano a lavorare attivamente per la pace. L’iniziativa del Papa è una delle più significative in questo senso e devo dire che l’Europa, con tutti i suoi difetti e le sue fragilità, è quella che si è mossa di più, con Metsola e Von Der Leyen che si sono recate a Kiev a lavorare per la pace più di altri Paesi e istituzioni”.