Commissione Esteri, Garavini (IV) a iNews24: “Petrocelli si palesa come pacifista, ma in realtà è filoputiniano. Non credo si dimetterà”

Dopo lo scioglimento, spiega Garavini, si procederà velocemente a formare una nuova Commissione: "C’è la volontà politica e la sensibilità di creare le condizioni per riconvocarla quanto prima, nominando da parte dei gruppi nuovi componenti e, chiaramente, nuovi dirigenti”.

Laura Garavini - Foto di Ansa Foto
Laura Garavini – Foto di Ansa Foto

Non solo il Movimento 5 Stelle, ma anche altri esponenti dei partiti hanno deciso di dimettersi dalla Commissione esteri in Senato, dopo la resistenza del presidente. Anche le vicepresidenti Stefania Craxi e Laura Garavini hanno rinunciato. Ai microfoni di iNews24, la senatrice renziana.

I componenti stanno lasciando man mano la Commissione esteri in Senato, tutti compatti contro il presidente Vito Petrocelli.
Le dimissioni date dai componenti o da più di due terzi di questi, come definito dalla giunta del regolamento, rende di fatto inoperosa la Commissione. Che per la verità, era inoperosa già da tempo a causa dell’atteggiamento di Petrocelli. Adesso, con questo atto è ufficiale a tutti gli effetti”;

Cosa succederà?
Adesso ci sono alcuni passaggi tecnici per portare avanti il processo (di scioglimento della Commissione esteri ndr.) La giunta del regolamento dovrà di nuovo riunirsi e sottoporre alla presidente del Senato l’esigenza di sciogliere la commissione. La Costituzione, all’articolo 72, prevede che le Commissioni debbano essere messe nella condizione di poter operare. E non lo è più. Proprio questa mattina, tra l’altro, Petrocelli ha dichiarato che non intende più convocare la Commissione esteri. Anche solo questo è un atto che non ne garantisce l’operabilità. Esistono una serie di elementi in virtù dei quali la giunta per il regolamento e la presidente del Senato sono chiamati a mettere in atto tutti gli strumenti per garantire la funzionalità della Commissione, che in questo momento ricopre un ruolo centrale per l’attività del Parlamento e del Senato”; 

La Commissione esteri cesserà di esistere in un momento molto importante, in cui il suo ruolo è particolarmente necessario.
Per fortuna c’è la consapevolezza di quanto sia urgente ripristinarne l’operatività. In una fase così drammatica del conflitto (in Ucraina ndr.) è dirimente. C’è la volontà politica e la sensibilità di creare le condizioni per riconvocarla quanto prima, nominando da parte dei gruppi nuovi componenti e, chiaramente, nuovi dirigenti”;

Come valuta la decisione di Vito Petrocelli di non dimettersi?
Petrocelli si palesa come pacifista, ma in realtà è un filoputiniano. Solo poche settimane fa la principale agenzia di stampa russa l’ha elogiato per la sua posizione sulla guerra e per i suoi rapporti con la Russia. Per di più, lui stesso ha sottolineato tra le righe il suo punto di vista con il tweet del 25 aprile. Evidentemente è talmente attaccato alla poltrona da non voler prendere atto della situazione: è proprio uno sfregio al ruolo che esercita. Petrocelli si vanta di valori pacifisti ma lede fortemente il decoro e la dignità del suo ruolo, che tra l’altro non ha acquisito per elezione. È un atteggiamento deprecabile che non solo lede la sua persona ma anche il ruolo della Commissione e dell’intero Senato. Ed è deprecabile che non abbia senso di responsabilità”;

Italia Viva aveva posto la questione tempo fa.
Abbiamo posto la questione settimane fa. Nel frattempo adesso si è creato un consenso quasi unanime all’interno della Commissione. All’appello manca Dessì, che prima non era componente e adesso lo è in seguito alla costituzione di un nuovo gruppo. Lui è l’unico che difende le posizioni di Petrocelli. Per il resto tutti i gruppi, compreso il suo, gli hanno espresso la sfiducia che abbiamo anche formalizzato attraverso una lettera alla presidente del Senato Casellati”;

Cosa ha spinto Italia Viva a porre la questione?
Quando abbiamo sentito il presidente ucraino Zelensky in Aula, Petrocelli non ha partecipato ai lavori. Inoltre non ha presieduto a una serie di audizioni, anche congiunte con la Commissione difesa, e non si è neppure premurato di avvisare i vicepresidenti che avrebbero potuto garantire la presenza alla Camera. Atteggiamenti questi, deplorevoli”;

È possibile che Petrocelli cambi idea e si dimetta?
Temo che lui non intenda dimettersi e oggi l’ha dichiarato pubblicamente per l’ennesima volta, dopo che soprattutto io ma anche altri, abbiamo più volte rimarcato come ormai si siano lesi i rapporti di fiducia all’interno della Commissione, anche con il suo stesso gruppo. Questa pretesa di mantenere la carica è talmente ottusa che non credo che Petrocelli si dimetterà, però dovrà prendere atto dell’evolversi dei fatti”.