Videogiochi, altro che svago: possono combattere la povertà

Il mondo dei videogiochi può trasformarsi in una speranza concreta per tantissime persone in difficoltà. E spuntano le prime scuole di formazione tecnologica

I videogiochi oggigiorno non rappresentano più soltanto una valvola di sfogo o un futile divertimento per i più giovani. Quella che fino a qualche anno fa era considerata una distrazione video-ludica, ormai è qualcosa di molto più rilevante nella vita di tutti i giorni.

Videogames e realtà virtuale
Videogames e realtà virtuale (©Ansa foto)

Addirittura tali dispositivi di divertimento tecnologico possono rappresentare un’ancora di salvezza per moltissime persone. Il videogioco può diventare uno strumento per migliorare il proprio stile di vita, o addirittura uscire dalla povertà.

Basti pensare che, soltanto su territorio italiano, il mondo dei videogames fa registrare un giro da 2,2 miliardi di euro annui. C’è chi, anche oltre oceano, ha capito e valutato le potenzialità di questo universo anche a livello socio-finanziario.

Innovazione in Brasile: il mondo virtuale per fronteggiare il caos delle Favelas

In occidente si sa, le realtà virtuali legate all’universo on-line ed ai social network sono divenuti dei veri e propri lavori retribuiti, occupazioni a tempo pieno che rendono noti moltissimi personaggi, di tutte le età possibili.

Essere uno/a Youtuber è ormai un vero e proprio mestiere, un po’ come gli Influencer sui social e di recente anche i cosiddetti ‘streamer‘ sulle piattaforme digitali che lanciano i nuovi videogiochi. Ad esempio Twitch, un social network che agevola tali abilità ed unisce il divertimento al marketing.

Se in Italia, o quanto meno in Europa, tali nuovi mestieri sono considerati ancora futili, in Brasile i videogiochi rappresentano ormai da tempo un mezzo per risolvere le difficoltà sociali e combattere la povertà. Una ricerca effettuata nelle zone periferiche delle metropoli brasiliane dimostra come nelle note e malfamate Favelas si stia espandendo il lavoro dello streamer. Tanti ragazzi, anche per evitare di finire in brutte acque, sono riusciti a dotarsi di consolle e strumentazione per poter giocare e trasmettere su Twitch.

favelas
Favelas di Rio (©Ansa foto)

Un modo per divertirsi ed allo stresso tempo guadagnare dei soldi in maniera più che onesta e innovativa. L’incremento di queste attività è avvenuto inevitabilmente durante la prima pandemia da Covid-19, che ha costretto i cittadini a restare chiusi in casa.

In Brasile si segnala anche l’apertura della prima scuola di formazione per videogiochi, fondata da Ricardo Chantilly, ex dirigente musicale che ha aperto una struttura per 100 studenti. Tale realtà, chiamata Afro Games, consente ai ragazzi di misurarsi con il mondo video-ludico, ma anche studiare lingue straniere e programmazione. Oltre a garantirgli uno stipendio da 170 euro al mese per evitare di perdere tempo in altre occupazioni.

Insomma, i videogiochi sono il futuro. Non solo per la qualità visiva e tecnologica dei prodotti, ma anche come strumento di guadagno e di lavoro. La realtà 2.0 è in stato avanzato, persino in luoghi difficili come le Favelas brasiliane.