Assegno unico, controlli da parte dell’INPS: gli italiani rischiano grosso

Assegno unico, controlli da parte dell’INPS: gli italiani rischiano grosso. Giro di vite sui “furbetti” che provano ad ottenerlo in modo irregolare

I fondi sono destinati alle famiglie che hanno realmente bisogno di assistenza ma come spesso capita in Italia c’è chi prova ad appropriarsene raggirando il sistema. Lo Stato interviene.

Assegno Unico
Assegno unico (Foto: Facebook)

Uno dei modelli studiati dal Governo per venire incontro alle difficoltà attuali delle famiglie italiane è l’assegno unico. Un sussidio per i nuclei che non riescono ad avere fondi sufficienti per arrivare a fine mese e devono prendersi cura di uno o più figli a carico. L’esecutivo di Mario Draghi ha stanziato fondi importanti di welfare ma sta cercando di fare massima attenzione affinché finiscano solo nelle tasche di chi ha realmente bisogno. Nell’ultimo periodo ben 22.000 richieste sono balzate sotto la lente d’ingrandimento dell’Inps. Il sospetto è che siano fraudolente e finalizzate ad estorcere impropriamente il bonus.

Già dal mese di marzo si erano registrate alcune truffe, alcune delle quali davvero incredibili. C’è chi nella compilazione dei moduli aveva indicato ad esempio nuclei familiari composti addirittura da 17 figli. Proprio per questo l’Istituto ha richiesto una documentazione aggiuntiva per rendere più complicata qualsiasi forma di estorsione.

Ad onor del vero va anche rimarcato come solo una piccolissima percentuale di richieste sia finita sul banco degli imputati (22mila su oltre 4 milioni e mezzo di richieste).

Assegno unico, giro di vite del Governo: occhi puntati sui “furbetti”

Draghi
Governo Draghi (AnsaFoto)

Entrando nello specifico ribadiamo che l’assegno unico è riconosciuto ai nuclei familiari per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni di età, per il quale ricorrano alcune condizioni particolari. Deve essere ad esempio iscritto ad un corso di formazione scolastica o professionale. Possedere un reddito annuale inferiore a 8.000 euro se impiegato in qualche attività lavorativa o di tirocinio. Essere disoccupato e in cerca di lavoro presso i servizi di pubblico impiego.

Da gennaio fino al 20 aprile sono arrivate all’Inps circa 4,5 milioni domande per oltre 7,2 milioni di figli. Numeri piuttosto ingenti a cui l’Inps cerca di far fronte.

La domanda si presenta online con procedura semplificata accedendo al sito dell’Istituto con SPID, CIE o CNS o tramite patronato. Serve un Isee valido che non va allegato alla domanda dal momento che sarà direttamente l’Inps a verificarne l’esistenza. La richiesta deve essere effettuata da un solo genitore e deve riportare i dati dei figli e dell’altro genitore utili al pagamento, oltre che sottoscrivere le dichiarazioni di responsabilità e l’assenso al trattamento dei dati. I ragazzi maggiorenni possono fare la domanda anche in modo autonomo e richiedere la ricezione diretta dei soldi previsti.