Russia-Ucraina, Mosca: “Considerevole il rischio della terza guerra mondiale”, Pechino: “Non la vogliamo”

Lavrov ha fatto sapere l'intenzione russa di "continuare i negoziati di pace". Ma, aggiunge, "la buona volontà ha i suoi limiti. E se non è reciproca questo non contribuirà al processo negoziale".

Croce Rossa Italiana a Leopoli per evacuare civili fragili - Foto di Ansa Foto
Croce Rossa Italiana a Leopoli per evacuare civili fragili – Foto di Ansa Foto

Sessantaduesimo giorno di guerra in Ucraina: diventano sempre più aspri i toni tra Federazione Russa e Stati Uniti d’America. Il ministro della Difesa russo Serghei Lavrov ha affermato che il rischio di una terza guerra mondiale è “considerevole”. Secondo la Russia, la consegna delle armi da parte della Nato all’Ucraina, è “in sostanza” segno che l’Alleanza Atlantica è in guerra con Mosca.

Di contro, il segretario della Difesa Usa Lloyd Austin, ha reso nota l’intenzione che la Russia esca “indebolita” da questo conflitto, fino ad arrivare al punto di non voler più avviare operazioni simili all’invasione ucraina.

Le parole di Lavrov sul rischio di una terza guerra mondiale e di un confronto nucleare sono arrivate poche ore prima che il leader nordcreano organizzasse una parata con un missile balistico intercontinentale, in grado di portate testate nucleari e pronto a essere usato sui sottomarini di Pyongyang.

Una guerra nucleare è inaccettabile. I rischi sono molto significativi, questo pericolo non deve essere sottovalutato, anche se ci sono molti pronti a gonfiare ufficialmente questa minaccia”, ha affermato Lavrov, che ha fatto sapere l’intenzione russa di “continuare i negoziati di pace”. Ma, aggiunge, “la buona volontà ha i suoi limiti. E se non è reciproca questo non contribuirà al processo negoziale”, ma “noi continueremo a portare avanti negoziati con la delegazione di Zelensky, e i contatti proseguiranno”. 

Il rischio dell’allargamento del conflitto diventa sempre più concreto, soprattutto dopo ieri in seguito all’esplosione di un edificio amministrativo della capitale della Transnistria, repubblica separatista filorussa della Moldova.

Pechino lancia appello per accordo di pace

La Cina, tramite il Ministero degli Esteri, ha fatto sapere di non volere la terza guerra mondiale e ha lanciato un appello per un accordo di pace in Ucraina. Lo riporta la Tass.

Sul fronte, continuano gli attacchi. Due missili da crociera sono stati lanciati dall’esercito russo hanno voltato a bassa quota questa mattina, sopra la centrale nucleare di Zaporizhzhia e Energodar, nell’Ucraina Sudorientale. “Il sorvolo di missili a bassa quota proprio sopra il sito della centrale, dove si trovano sette impianti nucleari, comporta rischi enormi. I missili possono colpire uno o più impianti nucleari, è una minaccia di catastrofe nucleare e radioattiva del mondo”, ha affermato il Ceo di Eneroatom (operatore nucleare statale ucraino) Petro Kotin, citato da Ukrinform.

Dall’acciaieria si Azovstal sta uscendo una densa nube di fumo, mentre in Transnistria, il centro di trasmissione della radio russa è stato colpito ed è saltato in aria.

Scholz autorizzerà invio armi a Kev

Intanto il governo tedesco ha deciso di autorizzare l’invio di carri armati all’Ucraina. A riferirlo è una fonte governativa all’Ansa. A Kiev verranno inviati carri armati del tipo Cheetah, usati per la difesa antiaerea.

Dopo i dubbi iniziali da parte di Scholz, un passo importante è stato fatto da Berlino, che ha deciso di aggiungersi ai Paesi che stanno aiutando militarmente e finanziariamente l’Ucraina per affrontare il conflitto contro la Russia. Sempre la fonte governativa all’Ansa, ha fatto sapere che i dettagli dell’operazione, incluso il numero dei mezzi che verrà consegnato, verranno resi noti in giornata dalla ministra della Difesa tedesca Christine Lambrecht, durante un incontro alla base militare americana di Ramstein, su invito della controparte Usa.

L’urgenza della situazione è nota a tutti. E noi possiamo fare di più”. Lo ha affermato il segretario della Difesa americano Loyd Austin a Ramstein, in Germania, in apertura del vertice straordinario a sostegno dell’Ucraina. Intanto Kiev continua a chiedere armi. Questa volta la deputata ucraina Lesia Vasylenko ha inviato un messaggio agli alleati della Nato a Ramstein: “I ministri della Difesa di 40 Paesi si incontreranno oggi a Ramstein per discutere di armare l’Ucraina. E diciamo ancora e ancora: armi, armi, armi” Abbiamo bisogno di armi per restare in piedi e difendere i valori dell’umanità”, ha scritto su Twitter.

L’esercito di Mosca ha bombardato cinque stazioni della ferrovia, provocando la morte di almeno cinque persone. Il Cremlino ha rivendicato gli attacchi, affermato di aver distrutto le direttrici usare per il trasporto di “veicoli stranieri”, ovvero armi occidentali dirette in Donbass.

Un’altra fossa comune, la terza, è stata trovata ieri vicino a Mariupol, nel villaggio di Stary Krym. Secondo il servizio stampa della Procura generale ucraina, dal 24 febbraio a oggi sono morti 217 bambini, mentre altri 391 sono rimasti feriti. Le bombe russe hanno danneggiato 1.508 istituzioni educative, 102 tra queste, sono ormai completamente distrutte.