25 aprile, Mattarella: “Quando l’Ucraina è stata invasa ho pensato a Bella Ciao

Dopo due anni di pandemia, il 25 aprile è stato nuovamente festeggiato nelle piazze. Quest'anno ricorreva il settantasettesimo anniversario della Liberazione.

Sergio Mattarella 25 aprile 2022 - Foto di Ansa Foto
Sergio Mattarella 25 aprile 2022 – Foto di Ansa Foto

Nelle prime ore del 24 febbraio siamo stati tutti raggiunti dalla notizia che le forze armate russe avevano invaso l’Ucraina, entrando nel loro territorio. Come tutti, quel giorno ho avvertito un pesante senso di allarme, di tristezza, di indignazione. A questi sentimenti si è subito affiancato il pensiero agli ucraini svegliati dalle bombe. E pensando a loro, mi sono venute in mente queste parole: “Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor“. Sappiamo tutti da dove sono tratte queste parole. Sono le prime di Bella Ciao“. 

Così, il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, parlando ad Acerra in occasione del 25 aprile.

Questo tornare indietro della storia rappresenta un pericolo non soltanto per l’Ucraina ma per tutti gli europei. Avvertiamo l’esigenza di fermare subito, con determinazione, questa deriva di guerra prima che possa ulteriormente disarticolare la convivenza internazionale, prima che possa tragicamente estendersi. Questo è il percorso per la pace, per ripristinarla: perché possa tornare ad essere il cardine della vita d’Europa. Per questo diciamo convintamente: viva la libertà, ovunque. Particolarmente ove sia minacciata o conculcata”, ha continuato il Capo dello Stato.

Dopo due anni di pandemia, il 25 aprile è stato nuovamente festeggiato nelle piazze. Quest’anno ricorreva il settantasettesimo anniversario della Liberazione. Mattarella ha reso omaggio al Milite ignoto all’Altare della Patria, alla presenza delle massime cariche dello Stato e autorità.

La lettera di Liliana Segre

La festa del 25 aprile, come sempre, parla al nostro presente, che parla di guerra, dove la potenza aggredisce e sanguinosamente distrugge un Paese sovrano, nel cuore dell’Europa. Ma un presente segnato ancora dalla pandemia, con i suoi costi umani e sociali. Il 25 aprile ci ricorda che resistete è necessario, è un dovere. Ieri come oggi. Ovunque la giustizia, la dignità, la vita stessa, vengono calpestate, umiliate, distrutte”. Queste le parole di Liliana Segre, senatrice a vita, in una lettera inviata a Monte Sole di Marzabotto.