Giornata mondiale della Terra: perché si ritarda ancora la tutela del pianeta

In nome del profitto è stata scatenata la guerra in Ucraina e la Terra è schiacciata da interessi che hanno portato 11 milioni di dollari di sussidi che alimentano il settore fossile.

Energia rinnovabile (generica) - Foto di Ansa Foto
Energia rinnovabile (generica) – Foto di Ansa Foto

Oggi, 22 aprile, si celebra la Giornata mondiale della Terra. Questo giorno è stato istituito nel 1992 a Rio De Janeiro in occasione della prima conferenza mondiale dei capi di Stato sull’Ambiente che prese il nome di Summit della Terra.

Il summit si concluse con l’indicazione di ridurre le concentrazioni di gas serra, stabilizzandole entro il 2020. La situazione, ai tempi, non era evidente come oggi, ma già allora era chiara la necessità di pensare alla Terra prima che al profitto.

In nome del profitto è stata scatenata la guerra in Ucraina e la Terra è schiacciata da interessi che hanno portato 11 milioni di dollari di sussidi che alimentano il settore fossile. Esiste anche l’emergenza legata alla biodiversità e segnalata dal Wwf, che ha ricordato che a livello globale il fattore più importante diretto “è stato il cambiamento climatico dell’uso dei suoli e, principalmente, la conversione di habitat primari incontaminati in sistemi agricoli”. 

Le conseguenze della guerra in Ucraina sull’ambiente

Riferendosi agli effetti della guerra in Ucraina invece, Confagricoltura ha sottolineato “la necessità di incrementare le produzioni agricole interne, preservando e recuperando le materie prime e garantendo produttività e fertilità dei suoli”. 

Un’altra conseguenza della guerra sono stati i quattro milioni di ettari di aree ecologiche continentali liberati da Bruxellesper fare fronte al deficit di approvvigionamento causato da molti fattori, tra cui i cambiamenti climatici, e oggi accelerato dal conflitto in Ucraina” e che fanno parte di una serie di misure per far fronte all’aumento dei pressi di energia, mangimi e fertilizzanti in Ue.

Confagricoltura ricorda anche il piano di riforestazione previsto dal Green Deal europeo, che prevede la piantumazione di tre miliardi di alimenti entro il 2030.