Addio al canone Rai in bolletta: come lo pagheremo dal 2023

Addio al canone Rai in bolletta: come lo pagheremo dal 2023. Sono attese delle importanti novità da parte del Governo

La cosa certa è che non sarà più introdotto all’interno della bolletta della luce, come suggerito dall’Unione Europea. Si stanno studiando modalità alternative per il pagamento.

Canone Rai
Canone Rai (AnsaFoto)

Dal 2015 ci siamo abituati a pagare il Canone Rai all’interno della bolletta per l’energia elettrica. Un passaggio voluto dal Governo Renzi per combattere l’evasione dilagante di quel periodo. Un paletto per sfuggire ai tentativi di truffa sull’imposta televisiva, che almeno dal punto di vista economico sembra aver riscosso un discreto successo. Ora però, come richiesto dall’Unione Europea attraverso una direttiva a tutti i paesi membri, va fatta massima chiarezza sui pagamenti dell’energia. Motivo per cui non sarà più possibile accorpare queste due voci: tv ed elettricità. L’esecutivo guidato da Mario Draghi sta già studiando i modi alternativi con cui il Canone dovrà essere saldato a partire dal 2023. La tecnologia può senza dubbio dare una mano anche per la lotta all’evasione, ma ancora non è chiaro dove verrà posizionata la cara e vecchia imposta Rai.

Le principali ipotesi al vaglio dell’esecutivo sono fondamentalmente due e prendono spunto da quanto avviene già in altri paesi. La prima è quella di far diventare il canone una tassa sulla casa, come avviene in Francia, o sull’automobile, sulla scorta di quanto fa Israele.

La seconda è di matrice britannica e riguarda la riscossione dell’imposta attraverso il recupero crediti.

Addio al canone Rai in bolletta: tutte le ipotesi al vaglio per il 2023

Rai
Rai Logo (AnsaFoto)

L’Ue è stata chiara in tal senso, vuole una sostanziale eliminazione dalle bollette dei cosiddetti “oneri impropri”. Il Governo ha recepito l’indicazione e ora è in fase decisionale. L’obiettivo numero uno è quello di tenere sempre il più bassa possibile l’evasione.

Basti pensare che nel 2014, prima dell’introduzione dell’attuale modello, il 27% dei cittadini non corrispondevano quanto dovuto all’erario. Secondo i ben informati la strada che vorrebbe seguire l’Italia per il 2023 è simile a quella francese. Lì il canone è considerato come tassa aggiuntiva sulla prima casa, da versare ogni anno tra il 15 e il 25 novembre. In realtà noi a differenza di Parigi vorremmo farla diventare una voce del 730 e con scadenze temporali differenti.

L’ultima opzione da prendere in considerazione è quella di altri stati europei, tra cui Spagna, Belgio, Olanda, Svezia, Norvegia, dove di fatto il canone non esiste. Il governo in questo caso decide di assegnare al servizio pubblico una parte delle risorse provenienti delle tasse generali.