Quarte dosi, Pregliasco a iNews24: “Presumibile che si arriverà a una vaccinazione periodica tra settembre e ottobre”

Le varianti, spiega il virologo, “per ora non sembrano avere caratteristiche diverse dalle altre. I casi sono ancora pochi. Bisognerà capire se davvero prenderanno piede o meno. Al momento, quelle determinanti sono le Omicron”.

Fabrizio Pregliasco - Foto di Ansa Foto
Fabrizio Pregliasco – Foto di Ansa Foto

Ai microfoni di iNews24, Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, sulle quarte dosi. 

È possibile che prima o poi tutta la popolazione dovrà fare la quarta dose del vaccino anti-Covid?
No, lo escludo. Si arriverà ad avere una vaccinazione come quella dell’influenza e sarà dedicata alle persone più fragili, più esposte”;

Come potrebbe essere pianificata?
Con una pianificazione temporale uguale a quella dell’influenza, magari proponendola insieme al vaccino antinfluenzale”;

Quindi una vaccinazione periodica destinata solo alle persone fragili. Nemmeno l’andamento epidemiologico potrà indurre alla decisione di somministrare il secondo booster a tutti?
Adesso ci sarà una quarta dose per i fragilissimi, che sono la priorità insieme a chi ha avuto una risposta immunitaria minore. È presumibile che si arriverà a una vaccinazione periodica a settembre-ottobre”;

La vaccinazione sarà sempre basata sul vaccino contro il virus di Wuhan?
Si sta pensando a una bivalente: un vaccino sia contro il virus di Wuhan che contro Omicron, in modo da aumentare la risposta”; 

Cosa si conosce delle altre varianti, ad esempio Xe?
Per ora non sembrano avere caratteristiche diverse dalle altre. I casi sono ancora pochi. Bisognerà capire se davvero prenderanno piede o meno. Al momento, quelle determinanti sono le Omicron”;

In cosa si differenziano Xe e Omicron?
Non si può fare una storia senza avere casistiche e dimostrazioni. Xe sembra essere più contagiosa ma non particolarmente diversa per quanto riguarda la gravità della malattia”;

La contagiosità è aumentata ma la mortalità è diminuita. Cosa sta succedendo al virus?
La patogenicità si è ridotta di un terzo. Ma non si è ridotta come sì è voluto enfatizzare. Si tratta di un processo naturale. Salvo l’insorgenza casuale di una variante “strana”, la tendenza dei virus è sempre quella di diventare più contagiosi danneggiando di meno l’ospite”;

Il Covid è davvero diventato un raffreddore?
Non è ancora proprio così, questo concetto è stato esagerato. Ma come ho detto, la gravità è diminuita in termini di effetti pesanti”.