Un video girato da alcune camionette militari mostra la città di Mariupol ormai ridotta a un cumulo di rovine. Le strade della città portuale ucraina sono devastate dai bombardamenti russi che, negli ultimi giorni, si sono intensificati. La zona più colpita è quella del porto, ma è tutta la città a essere ormai completamente rasa al suolo.

Le informazioni provenienti dalle parti in guerra sono, come sempre, contraddittorie: Mosca parla di oltre mille soldati ucraini che si sono arresi, tra cui 162 ufficiali e 47 soldatesse. Da Kiev fanno invece sapere che la città non è ancora formalmente caduta, seppur molto vicina alla resa, e che le unità della 36esima brigata si sono unite al battaglione Azov. Negli ultimi giorni, l’esercito russo ha infatti intensificato gli attacchi nel Donbass e in tutto l’Est dell’Ucraina, soprattutto nelle zone adiacenti il mare. Strategiche affinché Mosca porti avanti gli obiettivi di continuità territoriale.

Il controllo dell’acciaieria Azovstal

L’ultimo avamposto di resistenza è quello dell’acciaieria Azovstal. È qui che sono infatti asserragliati i militanti del battaglione Azov. Il controllo del centro siderurgico è fondamentale affinché Mosca chiuda l’accesso all’Ucraina al Mar d’Azov. I russi sostengono che il porto della città sia attualmente sotto il controllo del Cremlino. “Il porto di Mariupol è completamente liberato dai membri del battaglione Azov” ha riferito il rappresentante ufficiale del ministero della Difesa della Russia, il maggiore generale Igor Konashenkov. I resti delle truppe ucraine, secondo quanto riferisce ancora il maggiore generale, sono “bloccati e privati dell’opportunità di fuggire”.