Istat e Iss: “Morti di Covid sovrastimati in Italia del 10%”

Nove certificati su dieci, come spiega il geriatra dell'Iss Graziano Onder al Corriere della Sera, "attribuiscono al virus la causa direttamente responsabile del decesso". Ma in una scheda su dieci la "morte è dovuta ad altre cause, tra le quali le più rappresentate sono le malattie del sistema circolatorio e i tumori". 

Covid (archivio) - Foto di Ansa Foto
Covid (archivio) – Foto di Ansa Foto

L’Istat, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, ha analizzato le cause dei decessi partendo dalle certificazioni compilate dai medici fino ha febbraio 2022. Nove certificati su dieci, come spiega il geriatra dell’Iss Graziano Onder al Corriere della Sera, “attribuiscono al virus la causa direttamente responsabile del decesso”. Ma in una scheda su dieci la “morte è dovuta ad altre cause, tra le quali le più rappresentate sono le malattie del sistema circolatorio e i tumori”. 

Perché c’è una sovrastima

Da inizio pandemia ad oggi ci sono state 161.336 vittime, secondo i numeri del sistema di sorveglianza del Ministero della Sanità sulla base dei dati delle Regioni. Onder spiega che circa 16mila decessi sarebbero avvenuti “con” il Covid e non “per” il Covid. Per questa ragione l’Organizzazione mondiale della sanità considera come unico metodo attendibile il calcolo dell’eccesso di mortalità rispetto ai quattro o cinque anni precedenti al 2020. “Restituisce una fotografia più attendibile dell’impatto del Covid sulla mortalità, perché ogni Paese li ha calcolati come ha creduto, il Regno Unito ad esempio ha escluso dal conteggio delle morti Covid quelle avvenute dopo 28 giorni dal contagio, noi invece ricomprendiamo tutti”. Secondo questo calcolo l’Italia avrebbe molte più vittime dei Pesi nordici, sopra la Germania, come la Francia e molti meno dei Paesi dell’Est Europa, specie della Polonia e del Belgio.

Il primo settembre 2021, a campagna vaccinale inoltrata, le Regioni avevano registrato da inizio della pandemia 129.290 decessi Covid. Da quel giorno ad oggi, in Italia ci sono state 32mila morti. In questi ultimi sette mesi, l’Italia è arrivata al dodicesimo posto in Europa per morti Covid calcolati per milioni di abitanti ed è al sesto posto nella classifica dei Paesi con più vaccinati. Scrive il Corriere, queste due classifiche, relazionate, non hanno senso, “perché il calcolo di morti per Covid per abitanti non è un parametro attendibile”, segnala Onder.

Quali sono le variabili

Alcune delle variabili sono cruciali e sono gli elementi culturali come il clima che ricade “sul tasso di socialità della popolazione e infatti Spagna e Italia sono le più colpite rispetto ai Paesi nordici dove la vita è più solitaria”. Inoltre c’è la tenuta del sistema immunitario, soprattutto la tenuta dei posti letto in terapia intensiva e l’anagrafica della popolazione: “L’Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo dopo il Giappone”, spiega ancora Onder al Corriere. L’aspettativa di vita più alta con il Covid ha finito per giocare a sfavore perché “i trattamenti farmacologici solo di recente hanno avuto un salto di qualità”.