Fattura elettronica, dal 1 luglio, obbligo anche per le partite Iva in regime forfettario: cosa cambia

L'obbligo arriva anche per le associazioni sportive dilettantistiche e per gli entri del terzo settore con proventi da attività commerciali fino a 65mila euro.

Tasse (archivio)
Tasse (archivio)

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge per rafforzare l’attuazione del Pnrr nel giorno in cui l‘Ue ha versato all’Italia la prima rata di 21 miliardi di euro per il Piano di ripresa e resilienza (dopo l’anticipo di agosto di 24,9 miliardi).

Nella bozza del decreto ci sono alcune riforme fiscali, tra cui quella che riguarda la fatturazione elettronica che dal primo luglio diventerà obbligatoria anche per le partite Iva in regime forfettario.

Cos’è la fatturazione elettronica

La fatturazione elettronica è il sistema digitale che permette di emettere e trasmettere le fatture. Lo scopo è rendere il processo più trasparente limitando l’evasione fiscale. Da quando è entrata in vigore nel 2019, ha consentito all’Italia di recuperare circa 2 miliardi di imposte sul fronte dell’Iva.

Fino ad oggi, i titolari di partita Iva forfettaria non avevano l’obbligo di fatturazione elettronica. Ma a partire da questa estate chi applica la flat tax al 15% o al 5% se rientra nei primi 5 anni dall’apertura, dovrà emettere fattura digitale solo in caso di ricavi e compensi superiori ai 25mila euro.

All’inizio si era pensato di allargare la platea di soggetti obbligati a tutte le partite Iva in regime forfettario, scontrandosi con le richieste della Lega. Alla fine, si è raggiunti all’accordo che non c’è obbligo per le partite Iva in regime forfettario entro i 25mila euro di reddito fino al 2024.

Obbligo anche per le associazioni sportive dilettantistiche e gli enti del terzo settore

L’obbligo arriva anche per le associazioni sportive dilettantistiche e per gli entri del terzo settore con proventi da attività commerciali fino a 65mila euro. In totale, l’esonero spetterebbe a circa 800mila partite Iva, che per altri due anni rimarrebbero nel regime forfettario con la fattura “cartacea”.

La bozza del decreto prevede un periodo transitorio. Dal giorno in cui scatta l’obbligo fino al 30 settembre 2022, il periodo entro il quale si deve emettere fattura non sarà dai 12 giorni. La fattura potrà essere emessa il mese successivo evitando le sanzioni tra i 250 e i 2mila euro previste in caso di emissione tardiva.