Giulio Regeni: “Nessuna collaborazione dall’Egitto”. Il giudice sospende il processo, udienza rimandata a ottobre

L'avvocata Ballerini: "Chiediamo che il presidente Draghi, condividendo la nostra indignazione pretenda, senza se e senza ma, le elezioni di domicilio dei quattro imputati. Oggi è stata un'ennesima presa in giro".

Giulio Regeni (archivio) - Foto di Ansa Foto
Giulio Regeni (archivio) – Foto di Ansa Foto

Il gup di Roma ha disposto la sospensione del procedimento a carico dei quattro 007 egiziani accusati di aver sequestrato, torturato ed ucciso Giulio Regeni nel 2016. Un nuovo stop al processo è quindi arrivato oggi dopo una nota del ministero della Giustizia in cui si spiega che le autorità egiziane non hanno offerto alcuna collaborazione all’Italia.

Udienza rinviata al 10 ottobre

Il giudice ha affidato ai carabinieri del Ros nuove ricerche per individuare il domicilio dei quattro agenti segreti ed ha fissato una nuova udienza il 10 ottobre, quando verrà ascoltato il capo dipartimento Affari Giudiziari del Ministero della Giustizia Nicola Russo su eventuali sviluppi dopo la nota inviata in Egitto in seguito all’incontro del 15 marzo. Quel giorno è stato comunicato che la vicenda è competenza della Procura generale per la quale il caso Regeni è chiuso e non è possibile effettuare ulteriori indagini sui quattro indagati in Italia.

Procura egiziana: memorandum ha “natura irrevocabile”

Secondo la Procura generale egiziana, il memorandum “sulla scomparsa e la morte” del ricercatore del 26 dicembre 2020 “abbia natura decisoria irrevocabile, ovvero che si tratti, con particolare riferimento alla esclusione della referibilità del reato alla responsabilità dei quattro imputati, di una decisione giudiziaria non più suscettibile di impugnazione e che preclude la riapertura di un procedimento nei confronti degli stessi soggetti”. 

I carabinieri del Ros, a cui il gup aveva chiesto nuove ricerche sul domicilio degli indagati, hanno comunicato di essere riusciti a trovare l’indirizzo del luogo di lavoro dei quattro, ma per poter notificare gli atti è necessario il domicilio di residenza. La totale chiusura dell’Egitto quindi, ha portato il gup a chiedere ulteriori indagini ai militari del Ros e disporre il rinvio al 10 ottobre. Inoltre gli egiziani non hanno dato alcun riscontro alla lettera inviata il 20 gennaio dalla ministra Marta Cartabia per chiedere un incontro al Cairo sulla vicenda.

Avvocata Ballerini: “Draghi intervenga in prima persona”

Un ennesima doccia fredda per Claudio Regeni e Paola Deffendi, i genitori del ricercatore friuliano ucciso al Cairo nel 2016. La loro avvocata Alessandra Ballerini, a loro nome, ha chiesto al premier italiano Mario Draghi di intervenire in prima persona: “Prendiamo atto dei tentativi falliti del Ministero della Giustizia di ottenere concreta collaborazione da parte delle autorità egiziane e siamo amareggiati e indignati dalla risposta della Procura del regime di Al Sisi che continua a farsi beffe delle nostre istituzioni e del nostro sistema di diritto – ha affermato Ballerini, come riporta Il Fatto Quotidiano – Chiediamo che il presidente Draghi, condividendo la nostra indignazione pretenda, senza se e senza ma, le elezioni di domicilio dei quattro imputati. Oggi è stata un’ennesima presa in giro”. 

Il giudice ha definito “del tutto pretestuose le argomentazioni della Procura generale del Cairo” ed ha sottolineato che il “rifiuto di collaborazione delle autorità egiziane è un dato di fatto”. 

Gli 007 accusati sono Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. L’ultimo risponde, oltre che del sequestro di persona pluriaggravato contestato a tutti, anche di lesioni personali aggravate e dell’omicidio di Giulio Regeni.