Crisi energia, Draghi ad Algeri per sostituire un terzo del gas russo

Il premier Draghi, i ministri Di Maio e Cingolani e l'ad Eni Descalzi andranno in missione al Algeri per assicurare all'Italia 9 miliardi di metri cubi aggiuntivi attraverso il gasdotto Transmed.

Mario Draghi, Luigi Di Maio (archivio) - Foto di Ansa Foto
Mario Draghi, Luigi Di Maio (archivio) – Foto di Ansa Foto

Raddoppiare l’importazione del gas dall’Algeria, aggiungendo circa 9 miliardi di metri cubi all’anno ai 10 già forniti all’Italia in quota Eni, attraverso il gasdotto Transmed nel 2021. Lo scopo è diversificare le fonti e via via non dipendere più dal gas russo e smettere di finanziare la guerra di Vladimir Putin contro l’Ucraina. Questo è l’obiettivo della missione di oggi, lunedì 11 aprile, ad Algeri. Il premier italiano Mario Draghi, i ministri degli Esteri e della Transizione ecologico Luigi Di Maio e Roberto Cingolani e l’ad dell’Eni Claudio De Scalzi, andranno in Algeria per rafforzare la cooperazione energetica.

L’Algeria attualmente è il maggiore fornitore di gas dell’Italia dopo la Russia. Nel 2021, dal Transmed sono transitati circa 10 miliardi di metri cubi di gas in quota Eni, e altri 11 in quota ad altri operatori italiani e internazionali, per un totale di 21.

Crisi energia: patto Draghi-Tebboune anche su rinnovabile

Con il presidente dell’Algeria Abdelmadjid Tebboune, Draghi dovrebbe sottoscrivere anche un patto per investire sull’energia rinnovabile, che ha un grande potenziale di sviluppo in Nordafrica e che consentirebbero, tra le altre cose, di importare ulteriore gas.

La strategia italiana per non dipendere più dal gas russo

La strategia italiana sull’energia si muove su più fronti. Nel breve periodo lo scopo è cercare gas da altri Paesi ricorrendo, se necessario, anche al carbone. Nel medio termine, per affrontare la crisi dell’energia si aumenterà l’import di gas liquido, a partire da quello promesso dagli Stati Uniti, e l’energia rinnovabile. La prima nuova nave per rigassificare il Gnl, come ha annunciato Cingolani, sarà pronta nel primo semestre del 2023.

Snam sta chiudendo il contratto di affitto da circa 500 milioni che permetterà di avere a disposizione 5 miliardi di metri cubi all’anno. Bruxelles al momento ha bandito solo il carbone russo. L’Italia ha affermato di essere pronta a sostenere l’embargo sul gas solo se dietro la decisione ci fosse un accordo unitario dei Paesi europei.