“Era a casa mia e piangeva”, drammatica confessione di Gianni Morandi: brividi

Un racconto drammatico e da pelle d’oca quello di Gianni Morandi che ha raccontato delle lacrime sentite in casa sua

Gianni Morandi ha sempre avuto un cuore d’oro e l’ha dimostrato in più occasioni, un uomo d’altri tempi con una grande umanità che si è sempre attivato per ogni esigenza e messo a disposizione tutto sé stesso.

Gianni Morandi
(@Twitter)

È da sempre che Gianni Morandi si mostra disponibile nei confronti di chi vive momenti di difficoltà particolari o semplicemente per coloro che sono meno fortunati di lui. Questa mattina ad RTL 102.5 nel programma di Massimo Giletti ha raccontato un’esperienza molto forte che ha vissuto: “Ho ospitato per circa quindici giorni una signora ucraina di 69 anni, non riuscivamo a comunicare molto bene con lei perché parlava solo ucraino o russo”.

Durante la permanenza in casa, l’artista bolognese ha raccontato della convivenza con la donna ucraina: “Si chiudeva in camera e piangeva e cercava di parlare al telefono con alcuni famigliari che erano là. Una mattina si è svegliata e se n’è andata perché voleva tornare in Ucraina, a casa sua, nonostante le bombe. Poi ho saputo che è arrivata, ci ha ringraziato tanto”.

Gianni Morandi ospite di Giletti: cosa bisogna fare nei confronti della Russia?

Gianni Morandi
(@rtl102.5)

Nel programma di stamattina di Massimo Giletti su RTL 102.5 il tema è stato come comportarsi nei confronti della Russia e grande ospite del giorno è stato Gianni Morandi che, dopo aver condiviso la sua esperienza di host di una donna ucraina ha affermato: “Non si può andare avanti con questa guerra, prima o poi finirà. Forse Putin non vuole far vedere di essere sconfitto? Mi sembra che si stia comportando in maniera folle. Io sto dalla parte dei più deboli, degli ucraini che mi sembrano e sono i più deboli. Se hanno bisogno di aiuti da parte nostra, io sono da quella parte lì”.

A proposito di guerra, l’artista bolognese ha rivelato un aneddoto sulla sua nascita: “Penso che siamo stati molto fortunati in tutti questi anni, non abbiamo mai vissuto un conflitto così, dopo il 1944 e il 25 aprile del 1945. Si, ci sono state le brigate rosse, gli attentati, i rapimenti, ma una guerra così non me l’aspettavo di certo, nonostante io sia nato sotto i bombardamenti”. Morandi che è nato l’11 dicembre 1944, ha raccontato: “Un soldato americano portò una coperta a mia madre che stava partorendo. Per questo americano mi chiamavo ‘Little John’, chissà dove è finito”.