Def, De Bertoldi (FdI) a iNews24: “Il problema non sono i condizionatori, ma le imprese che chiuderanno”

Sull'approvazione da parte del Parlamento Ue della risoluzione che chiede l'embargo del gas russo: "Siamo tutti d’accordo sul fatto che vadano prese misure nei confronti della Russia. Ma dobbiamo prima avere riscontri sulla sopportabilità delle sanzioni, altrimenti l’Italia rischia di chiudere".

Andrea De Bertoldi - Foto di Ansa Foto
Andrea De Bertoldi – Foto di Ansa Foto

Nel Def doveva esserci uno scostamento di bilancio”. Ai microfoni di iNews24, il senatore Andrea De Bertoldi (FdI), segretario della Commissione Finanze e Tesoro al Senato: “Gli effetti del Pnrr saranno assorbiti in gran parte dalla situazione internazionale che oltre all’inflazione creerà anche una minore produzione e causerà l’inflazione”.

La crescita stimata del Pil stimata in precedenza al 4.7% è ora al 3.1, mentre l’inflazione è stimata al 5.8%. Il Def descrive uno scenario inaspettato fino a prima della guerra della Russia contro l’Ucraina.
Purtroppo temo che questi numeri siano anche leggermente ottimistici. Sono quasi sicuro anzi, che l’inflazione sarà più alta e mi auguro che la crescita non sia più bassa. Il Pil ovviamente è inficiato dall’inflazione. Al netto di quest’ultima ovviamente la crescita sarà più bassa”;

Quali effetti saranno direttamente visibili?
C’è molta preoccupazione perché gli effetti del Pnrr saranno assorbiti in gran parte dalla situazione internazionale che oltre all’inflazione creerà anche una minore produzione e causerà l’inflazione. Nel Def doveva esserci uno scostamento di bilancio”;

Pare che si sia voluto evitare.
Bisogna rispondere all’economia di guerra con mezzi appropriati. Direi che serve quasi un Pnrr2”;

Questa mattina, dopo un incontro con il premier Mario Draghi, Maurizio Landini ha parlato di emergenza sociale e della necessità di uno scostamento di bilancio per contributi di solidarietà. 5 miliardi, secondo il segretario Cgil, non sono sufficienti.
5 miliardi sicuramente non saranno sufficienti. Letta nei giorni scorsi ha parlato di chiudere i rubinetti di gas della Russia. Se questo dovesse succedere, comporterebbe prima di tutto un’impennata ulteriore del costo dell’energia ma anche una deficienza di energia per le imprese. Inoltre sono rimasto allibito dalle parole di Draghi”;

Si riferisce a quanto ha affermato il premier Mario Draghi durante la presentazione del Def?
Sì, quando ha detto che se vogliamo la pace, chiudiamo i condizionatori. Il problema non è chiudere i condizionatori. Il problema sono le imprese che chiuderanno. Se i prezzi di energia e gas saliranno ulteriormente molte imprese italiane che ora sono bloccate saranno costrette a chiudere e a queste se ne aggiungeranno altre. Serve necessariamente una manovra di bilancio”.

L’Europarlamento ha approvato la risoluzione che chiede l’embargo totale e immediato delle importazioni di petrolio, carbone, gas e combustibile nucleare dalla Russia.
Siamo tutti d’accordo sul fatto che vadano prese misure nei confronti della Russia. Ma dobbiamo prima avere riscontri sulla sopportabilità delle sanzioni, altrimenti l’Italia rischia di chiudere. L’Europa e gli Usa dovranno essere pronti a sostenere gli Stati che soffriranno maggiormente l’effetto dell’embargo. L’Italia non ha energia nucleare, non ha il carbone fossile ed è tra i Paesi maggiormente dipendenti dal gas russo. Quindi da noi le sanzioni hanno un costo maggiore rispetto ad altri Paesi e le nostre imprese rischierebbero di chiudere. Siamo tutti d’accordo sul fatto che l’Occidente debba essere unito contro la Russia, ma i costi devono essere sopportati in modo equanime in tutti i Paesi”.