Ucraina, trovato morto Sasha: era scappato dalla guerra con la nonna

L'esercito russo ha sparato alla barca con cui lui e la sua nonna stavano cercando di scappare dalla guerra. La notizia è stata confermata dalla ministra dell'Istruzione del Parlamento ucraino, Inna Sovsun.

Sasha, bimbo ucraino - Foto di Ansa Foto
Sasha, bimbo ucraino – Foto di Ansa Foto

Sasha è un bambino di quattro anni che è stato trovato morto a Kiev dopo che per alcuni giorni era risultato disperso. Il suo migliore amico era il suo gatto. L’esercito russo ha sparato alla barca con cui lui e la sua nonna stavano cercando di scappare dalla guerra. La notizia è stata confermata dalla ministra dell’Istruzione del Parlamento ucraino, Inna Sovsun.

Anche la madre Anna Yahno ha annunciato la morte del figlioletto su Instagram: “Oggi abbiamo trovato il corpo di Shashenka. Ringrazio chi ha aiutato nella ricerca, ringrazio tutti per le preghiere e la fede, grazie per il sostegno. Shashenza, il nostro angioletto, è già in cielo. Oggi la sua anima ha trovato pace”, ha scritto.

Sasha viveva con la sua famiglia a Vychhorod, una città di 25mila abitanti nella periferia di Kiev. All’arrivo dei militari russi, lui, sua nonna e altri otto abitanti erano scappati frettolosamente a bordo di una piccola imbarcazione. La mamma Anna, quando il figlio è risultato disperso, ha lanciato molti appelli sui social per trovare il piccolo: “Crediamo in un miracolo”, aveva scritto pochi giorni fa.

La storia a lieto fine di Vera: sua mamma aveva scritto i numeri di telefono sulla schiena della bimba, ma adesso sono salve

Sasha è uno dei tanti bambini vittime della guerra in Ucraina. La forza di sua mamma è quella di tante madri che hanno visto morire i propri piccoli o che vivono con il terrore di perderli a causa delle atrocità.

Ad alcuni giorni fa risale il gesto misto tra speranza e paura di un’altra madre, Aleksandra Mako, che ha scritto i recapiti telefonici dei suoi parenti sulla schiena della piccola Vera. “Questa è Vera, se muoio portatela da loro”, si legge a corredo della foto di sua figlia con il pannolino, i capelli biondi e una scritta a penna col suo nome e i numeri dei familiari.

 

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La foto risale all’inizio della guerra, ma la donna l’ha pubblicata cinque giorni fa: “Ho passato cinque minuti a cercare il pulsante pubblica. Pensieri e sentimenti si accumulavano, ma non c’era la forza per pubblicarla. Ma dobbiamo parlarne”. E aggiunge: “Abbiamo avuto una vita meravigliosa. Questa foto l’ho scattata il primo giorno di guerra. Scrivevo e le mani mi tremavano tantissimo. Ore le stesse informazioni ce le ho su un figlio cucito in tasca. Per fortuna, adesso siamo al sicuro”.