Strage di Bologna, Bolognesi (Associazione familiari) a iNews24: “Indagini depistate fino a pochi anni fa”

“Depistaggi e false indicazioni sono continuati nel 2019 con Catracchia e Segatel. Questo vuol dire che tre anni fa c’erano ancora tentativi di mascherare la verità. I depistaggi sono stati il male assoluto che ha sconvolto questi processi", aggiunge l'ex deputato Pd.

Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione vittime 2 agosto durante la cerimonia di commemorazione per il 41esimo anno dalla strage di Bologna, 2 agosto 2021 - Foto di Ansa Foto
Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione vittime 2 agosto durante la cerimonia di commemorazione per il 41esimo anno dalla strage di Bologna, 2 agosto 2021 – Foto di Ansa Foto

Noi familiari delle vittime della strage di Bologna, l’ergastolo l’abbiamo avuto e ce lo terremo finché vivremo”. Così, ai microfoni di iNews24, Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980 ed ex deputato Pd, commenta la notizia della condanna all’ergastolo a Paolo Bellini, considerato il quinto attentatore, in concorso con i Nar condannati in via definitiva Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini e, in primo grado Gilberto Cavallini, il cui processo di secondo grado è stato rinviato al 2023.

La sentenza della Corte di Assise di Bologna è una buona notizia?
La sentenza è importante perché corona quarantadue anni di attività e ricerca. È stato un percorso molto intenso dal punto di vista della raccolta dei documenti. Vanno ringraziati la Procura generale che ha svolto un’inchiesta molto accurata che ha portato prima al processo e poi alla sentenza di oggi, e i nostri avvocati che hanno impedito che tutto venisse archiviato, come invece avrebbe voluto la Procura della Repubblica. La documentazione messa a punto dalla Procura generale potrà essere utile in altri dibattimenti che si svolgeranno o si stanno svolgendo come quello di Piazza della Loggia. Se ci saranno giudici che vorranno farlo, potrebbero essere riaperti processi che si sono conclusi in modo non conforme alla verità dei fatti”;

Sono passati 42 anni dal 2 agosto 1980.
Depistaggi e false indicazioni sono continuati nel 2019 con Catracchia e Segatel. Questo vuol dire che tre anni fa c’erano ancora tentativi di mascherare la verità. I depistaggi sono stati il male assoluto che ha sconvolto questi processi. Solo rivedendo le carte è stato possibile analizzare migliaia di pagine e fare salti di qualità verso la verità”;

Foto di archivio del recupero delle salme dopo la strage di Bologna - Foto di Ansa Foto
Foto di archivio del recupero delle salme dopo la strage di Bologna – Foto di Ansa Foto

Lei era presente alla lettura del dispositivo?
Sono arrivato subito dopo dopo”;

Come si è sentito quando ha saputo dell’ergastolo a Bellini e delle condanne a Pierpaolo Segatel e Domenico Catracchia?
Questa vittoria è arrivata dopo quarantadue anni di duro lavoro da parte della nostra associazione. Tenga presente che vari personaggi condannati nei processi sono già liberi e hanno scontato le pene anche se hanno ergastoli. Mentre il vero ergastolo ce l’abbiamo noi, familiari delle vittime”; 

Quel giorno lei perse sua suocera, e suo figlio rimase ferito…
Anche mia madre e mio suocero restarono feriti gravemente”;

Cosa ricorda del giorno della strage di Bologna?
Fu una giornata allucinante. Io non ero presente in stazione al momento dello scoppio. Quando arrivai dopo alcune ore, perché i treni furono fermati, cominciò una ricerca negli ospedali. Alle 21 io e i miei parenti cominciammo a cercare negli obitori, dove trovammo la madre di mia moglie. Il ricordo fa male ed è una ferita sempre aperta. Pensare che lo Stato, a livello politico abbia coperto ed aiutato questi terroristi e personaggi infedeli fa male al Paese, ma fa male soprattutto a noi che abbiamo subito la perdita dei nostri familiari”.