Mascherine, Remuzzi a iNews24: “Gli studi dicono che riducono i costi della sanità e i contagi”

"Gli anziani vanno protetti con tutti gli strumenti a disposizioni: vaccino, antivirali quando indicati, anticorpi monoclonali e mascherine”, aggiunge il medico.

Giuseppe Remuzzi - Foto di Ansa Foto
Giuseppe Remuzzi – Foto di Ansa Foto

Ai microfoni di iNews24, Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, sull’utilità di indossare le mascherine dopo il dibattito in corso in questi giorni. Il medico analizza anche la situazione in Cina delle ultime settimane.

È in corso un dibattito sull’uso delle mascherine. Servono o no a proteggere dalla variante Omicron?
Dipende dal contesto in cui ci troviamo. C’è uno studio di aprile, quindi di pochi giorni fa, pubblicato su The Lancet che dimostra che le mascherine sono importanti anche per proteggersi dalla variante Omicron”;

Quali sono i contesti?
È prudente utilizzarle anche all’esterno quando ci sono molte persone insieme. Sempre all’esterno, non c’è bisogno di usarle se non si è in tanti. All’interno non servono se l’ambiente è areato, mentre è prudente metterle se ci sono tante persone. Questo lavoro di The Lancet conclude che le mascherine riducono i costi per il servizio sanitario nazionale e riducono i contagi. Quindi non lo dico io”; 

Quando utilizzare le mascherine chirurgiche, quando le Ffp2?
Omicron si diffonde così rapidamente che la mascherina chirurgica probabilmente non è efficace. Il problema riguarda maggiormente le persone anziane che hanno più patologie e non sono vaccinate con tre dosi. Il vaccino disponibile oggi è costruito sul virus originario di Wuhan e protegge da Omicron purché si faccia la terza dose. Quindi se vogliamo tenere al sicuro gli anziani, ma anche noi stessi, dobbiamo indossare le mascherine Ffp2 quando siamo in contatto con loro”;

È d’accordo con l’allentamento delle restrizioni e dell’obbligo delle mascherine?
L’allentamento delle restrizioni è necessario perché le persone hanno bisogno di vivere e socializzare. Non esiste solo il virus, anche altre cose fanno male. Le restrizioni poi, non sono state abolite, ma allentate con buonsenso. Dopo due anni inoltre, le persone conoscono perfettamente quali sono gli atteggiamenti da tenere. In questa fase della pandemia sono più importanti i comportamenti individuali che non le disposizioni di legge, che non possono tenere conto di tutte le circostante, ma vanno bene in situazioni di emergenza. L’emergenza ora è finita, ed è molto importante che le persone continuino a mantenere comportamenti corretti”;

In Commissione europea questa settimana si deciderà quali indicazioni dare agli Stati membri circa le quarte dosi di vaccino. Ci sarebbero valutazioni in corso sulla fascia di età, che potrebbe essere quella tra i 70 e gli 80 anni.
Sulle quarte dosi ci sono opinioni diverse tra gli scienziati, anche a livello internazionale. Qualcuno è preoccupato che possano indebolire il sistema immune, qualcuno ritiene che non aggiunga niente alle terze dosi e che chi pensa siano utili. Ma parliamo degli studi”;

Dica.
Ci sono due lavori pubblicati sul New England Journal of Medicine. Il primo è stato effettuato sugli operatori sanitari e dimostra che la terza dose porta la risposta anticorpale a un picco che scende tra i quattro e i sei mesi fino a ridursi molto. La quarta dose porta la protezione a un livello che si avvicina a quello del booster. Non sappiamo se questo corrisponda a una protezione contro la malattia, ma è verosimile”;

Qual è l’altro lavoro?
È fatto in Israele, pubblicato online la scorsa settimana ma ancora non sottoposto a revisione. Dimostra che adulti con più di sessant’anni con uno o più fattori di rischio che hanno avuto la quarta dose, hanno registrato una riduzione importante della malattia severa e morte di quasi l’80%. La quarta dose è ancora quella del vaccino del ceppo di Wuhan, ma la cosa straordinaria è che tre dosi o quattro, soprattutto nelle persone anziane, proteggono ancora dalle varianti, Omicron inclusa”;

Non sarebbe meglio somministrare le quarte dosi con vaccini aggiornati alle varianti?
L’ideale sarebbe poter disporre di un vaccino costruito sulle varianti nuove e l’industria se ne sta occupando. Ma sarebbe ancora meglio avere un vaccino che protegga da tutti i Coronavirus e su questo è in corso una collaborazione tra due gruppi di ricerca americani. Non so quando sarà disponibile, ma penso che ci vorranno molti mesi”;

Ci sono molti anziani non vaccinati completamente.
Il vero problema non è tanto la quarta dose, ma il 15% degli over 80 che non ha ancora fatto la terza dose e questo è molto pericoloso. Non tanto per la diffusione del virus – Omicron si diffonde molto più velocemente – ma per il pericolo che corrono questi anziani che non sono ancora vaccinati con tre dosi”; 

Il vaccino protegge dal long-Covid?
Sì, è stato documentato ed è una buona notizia. Il long-Covid colpisce fino al 10% delle persone. C’è un Preprint di Israele che dimostra che le persone infettate che hanno ricevuto almeno due dosi di vaccino Pfizer, hanno meno probabilità di sviluppare i sintomi di long-Covid rispetto a chi non è vaccinato. Questa è un’altra ragione in più per vaccinarsi, ammesso che abbiamo ancora bisogno di dimostrazioni”;

Quali sono i sintomi del long-Covid?
Col long-Covid si registra affaticamento per tanti mesi, anche dieci. Il meccanismo del vaccino è rendere il virus meno libero di circolare rapidamente nel nostro corpo, riducendo le possibilità di reazioni infiammatorie. Addirittura, quando si sono comparate persone con Covid vaccinate e non, si è registrata una riduzione del mal di testa al 50%, stanchezza al 60%, dolori muscolari e neurologici del 70%”;

La situazione in Cina sembra molto grave. A Shangai c’è il lockdown, a Hong Kong la letalità è altissima. Cosa sta succedendo in Cina?
A Shangai i contagi salgono, Pechino è ancora chiusa e non si sa fino a quanto. I casi aumentano anche in altre città. Migliaia di persone sono ricoverate in strutture con grandissimi disagi. Sui decessi non sappiamo molto perché non abbiamo una conoscenza precisa di come vengano contati. I decessi sono dovuti a sottovarianti di Omicron”;

Il vaccino cinese non si è dimostrato molto efficace.
Le autorità regolatorie hanno approvato test clinici per sviluppare vaccini a m-Rna. In Cina dispongono di vaccini a vettore virale che sono meno efficaci dei nostri. Il problema però, è che in Cina ci sono più di 50 milioni di persone con più di 60 anni che non hanno completato il ciclo vaccinale”;

Parla delle dosi booster?
Anche se più dell’80% dei cinesi è vaccinato e già un terzo della popolazione ha ricevuto un richiamo, ne servono tre. I vaccini funzionano abbastanza bene per prevenire malattia e morte, ma non per contrastare Omicron. Il grosso problema è quello degli anziani. Solo la metà degli over 80 ha ricevuto due dosi e meno del 20% ha fatto la terza. Ciò vuol dire che la maggior parte dei cittadini con più di 60 anni non è protetta da Omicron. Infatti adesso in Cina c’è una sottovariante di Omicron”; 

Anche in Cina il problema riguarda principalmente gli anziani?
Per quanto riguarda gli anziani, i dati di Hong Kong sono la dimostrazione che Omicron può essere pericolosa. Lì c’è un aumento di casi gravi e morti. Questo dimostra che anche Omicron è potenzialmente fatale in una popolazione non vaccinata. Il 90% delle persone morte in Cina non era vaccinato o non avevano completato il ciclo vaccinale. Quindi gli anziani vanno protetti con tutti gli strumenti a disposizioni: vaccino, antivirali quando indicati, anticorpi monoclonali e mascherine”.