Def, domani la cabina di regia: gli effetti della guerra sugli obiettivi di politica economica

La guerra scatenata da Putin ha ridimensionato drasticamente le aspettative di crescita e ridotto i margini di manovra proprio nel momento in cui invece, proprio a causa del conflitto, sono necessari aiuti a famiglie e imprese.

Palazzo Chigi - Foto di Ansa Foto
Palazzo Chigi – Foto di Ansa Foto

La cabina di regia tra il presidente del Consiglio Mario Draghi e i capi delegazione di maggioranza, è prevista per domani alle 15.30 a Palazzo Chigi. Dopodiché si terrà la riunione del Consiglio dei ministri per il via libera al Documento di economia e finanza (Def). Il varo arriverà con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza iniziale prevista per il 10 aprile e delineerà gli obiettivi di politica economica e le strategie per raggiungerli nel prossimo anno.

Il Def sarà molto diverso da quello auspicato solo un mese fa, cioè prima che la Russia invadesse l’Ucraina. La guerra scatenata da Putin ha ridimensionato drasticamente le aspettative di crescita e ridotto i margini di manovra proprio nel momento in cui invece, proprio a causa del conflitto, sono necessari aiuti a famiglie e imprese.

Il Documento verrà varato prima del previsto nell’ottica di stemperare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia sulle famiglie e proteggere le imprese nel breve periodo.

Scendono le stime di crescita del Pil

Inizialmente era prevista una crescita del 4,7% del Pil. La stima per il 2022 a causa della guerra è scesa sotto il 3%. Nonostante questo non cambierà l’obiettivo di diminuire il debito pubblico, che però sarà inferiore alle stime precedenti.

Anche il deficit difficilmente potrà scendere al 5,6% come stimato a settembre. Anche perché bisognerà mettere in conto il finanziamento dei nuovi sostegni all’economia.

Resta caldo nel dibattito di maggioranza il tema delle spese militari, che vede contrapposto il Movimento 5 Stelle e gli altri partiti, incluso Fratelli d’Italia all’opposizione. L’ipotesi è di aggirare lo scoglio omettendo riferimenti specifici all’interno del Documento.

Anche il fronte della riforma del fisco è da affrontare. I principi sono indicati nel disegno di legge delega all’esame della Commissione finanze della Camera.

Ministro Franco: “Inflazione intorno al 6,7% in Italia”

Nel Def la crescita verrà rivista significativamente, con valori più bassi delle stime dei conti nazionali. Prima degli ultimi eventi si preannunciava una ripresa a ritmo sostenuto, la Commissione Ue prevedeva per l’Italia un tasso del 4%”. Così il ministro dell’Economia Daniele Franco, che aggiunge: “Gli ultimi eventi hanno portato a un deterioramento di queste prospettive. Dobbiamo essere consapevoli che la nostra economia sta rallentando. Vediamo poi un aumento dell’inflazione, si tratta di certificarla, in questo momento è attorno al 6,7% per l’Italia. È un livello che non vedevamo da diversi anni”.

Riforma del fisco

Il Ministero dell’Economia ha trasmesso ai partiti di maggioranza le riformulazioni di alcuni emendamenti. Tra le modifiche c’è un regime transitorio di tassazione fissa per due anni per i lavoratori autonomi che superano il tetto attuale per l’applicazione della flat tax del 15% (65mila euro di ricavi). Si stabilisce inoltre, che le spese socio-sanitarie avranno priorità nell’applicazione del cashback fiscale (rimborso del 19% al momento dell’acquisto).

Due nuove aliquote sui redditi da investimenti e affitti

La riformulazione dell’articolo 2 introduce in via transitoria due aliquote sui redditi, derivanti dall’impiego di capitale, compreso il mercato immobiliare. Dovrebbero riguardare affitti e investimenti.