Quarte dosi, Galli a iNews24: “Decidere adesso è un atto di riparazione dopo il liberi tutti”

“Le mascherine non vanno imposte o tolte per decreto. Sono uno strumento di limitazione individuale. Chi è accorto continuerà ad usarlo. Ma mi chiedo cosa accadrà nei mezzi pubblici”, aggiunge l'infettivologo.

Massimo Galli - Foto di Ansa Foto
Massimo Galli – Foto di Ansa Foto

Decidere di somministrare le quarte dosi adesso sembra un atto di riparazione, dopo aver dato una serie di segnali in tutta Europa il cui significato è il liberi tutti. Le infezioni sono in aumento”. Ai nostri microfoni, Massimo Galli, già direttore del reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, è scettico sulla gestione della pandemia Covid-19 nelle ultime settimane: “Mi rimane qualche elemento di preoccupazione anche di fronte all’allentamento delle restrizioni. Basta guardare i dati per capire che la situazione è ancora fluida, anche se è diversa dall’anno scorso”. 

Questa settimana la Commissione europea deciderà quali indicazioni dare agli Stati membri in merito alla quarta dose di vaccino. Ci sarebbero valutazioni in corso in merito alla fascia d’età a cui raccomandare la vaccinazione e potrebbe essere quella tra i 70 e gli 80 anni.
Restano vari dubbi dal punto di vista della reale utilità della quarta dose. Non voglio mettermi di traverso, ma il punto è che gli attuali vaccini non proteggono dall’infezione delle nuove varianti. Per quanto riguarda la malattia grave proteggono di più. Comunque, chi non ha risposto alle prime tre dosi, non risponderà nemmeno alla quarta”;

Come andrebbe valutato questo?
Resta sempre un discorso di necessità di completamento in termini clinici della valutazione della persona interessata. In altre parole, la valutazione della sua risposta immune”;

Una quarta dose a chi non ha risposto alle prime tre sarebbe inutile?
Dobbiamo chiederci se ci sono dati che attestino che valga la pena fare una quarta dose a tutti quelli sopra i 70 anni. La risposta è che non lo so. È un’operazione che ha un costo e mi chiedo quali siano i benefici”;

Sarebbe il caso di rimandare la decisione delle quarte dosi quando ci saranno vaccini aggiornati alle varianti?
Il tema è quando arriveranno i vaccini aggiornati. Sono un terno al lotto ed io ho sbagliato, mesi fa, ad aver preso una posizione a favore, quando è arrivata la variante Alfa. Avevo affermato che bisognava aggiornare il vaccino. Se fosse stato fatto, il siero sarebbe stato pronto quando è arrivata la variante Omicron, passando per la Delta. Questo virus ha una capacità molto elevata di produrre varianti altamente diffusive. L’alternativa è sviluppare un vaccino totipotente, contro tutte le varianti, come sta già cercando di fare qualcuno con vari approcci tecnologici diversi”;

Ma i tempi sono lunghi, come dice…
Il discorso dell’aggiornamento mirato alla singola variante, potrebbe valere nel caso della rivaccinazione annuale. Ma sono tutte ipotesi campate in aria”;

Nel frattempo le restrizioni sono diminuite, lo stato di emergenza è terminato.
Decidere di somministrare le quarte dosi sembra un atto di riparazione, dopo aver dato una serie di segnali in tutta Europa il cui significato è il liberi tutti. Le infezioni sono in aumento”;

È anche arrivata una nuova mutazione del Sars-CoV-2.
Sì, è saltata fuori la variante Xe, ricombinante tra Omicron 1 e Omicron 2 in Gran Bretagna. Questo è uno degli elementi poco rassicuranti”; 

Quindi non va tutto un po’ meglio?
Vorrei una domanda di riserva. Mi rimane qualche elemento di preoccupazione anche di fronte all’allentamento delle restrizioni. Basta guardare i dati per capire che la situazione è ancora fluida, anche se è diversa dall’anno scorso. Sembra un déjà vu. L’anno scorso nello stesso periodo avevamo le stesse posizioni in merito al liberi tutti e si è ripresentato un serio problema. Per non parlare dell’anno prima: 90mila morti tra il primo settembre 2020 e il primo settembre 2021. La prudenza sarebbe d’obbligo, anche nella comunicazione dell’aspetto educazionale. Così come dovrebbero esserci alcune limitazioni. C’è l’impressione che siccome siamo tutti stanchi, bisogna andare avanti, ma al virus non interessa se noi siamo stanchi”;

Un’altra discussione attesa è quella sull’uso delle mascherine.
Le mascherine non vanno imposte o tolte per decreto. Sono uno strumento di limitazione individuale. Chi è accorto continuerà ad usarlo. Ma mi chiedo cosa accadrà nei mezzi pubblici”.