“Odessa è stata attaccata dal cielo”. Anton Herashchenko, consigliere del ministero degli Interni ucraino, annuncia l’attacco russo sul suo canale Telegram. Le bombe si sono abbattute sulla città portuale a Sud dell’Ucraina alle ore 6 del mattino (le 5 in Italia). Forti esplosioni hanno sconvolto molte zone del centro, in particolare quella del porto dove, secondo fonti ucraine, sono stati distrutti alcuni depositi di petrolio e una raffineria.

Depositi di petrolio strategici per le truppe ucraine, che ora i russi hanno fatto saltare in aria per interrompere la catena di rifornimento. L’attacco avviene pochi giorni dopo quello che, secondi fonti del Cremlino, gli ucraini avrebbero condotto verso Belgorod e i depositi di carburante che riforniscono le truppe russe.

Perché il Cremlino vuole Odessa

Odessa è una località strategica per la sua posizione geografica: affacciata sul Mar Nero, di fronte alla Penisola di Crimea, consentirebbe al Cremlino di garantire continuità territoriale per la Russia e un ulteriore sbocco commerciale sul mare. L’attacco di oggi è stato confermato dalle istituzioni russe: “Questa mattina missili di precisione guidati dal mare e dall’aria hanno distrutto una raffineria di petrolio e tre impianti di stoccaggio di carburante nelle vicinanze della città di Odessa, che fornivano carburante al gruppo di forze ucraine vicino a Mykolaiv”. Lo ha detto il portavoce del ministero della difesa russo, Igor Konashenkov, così come riportato da Interfax. Secondo l’ufficiale del comando operativo “Sud” Vladislav Nazarov, citato da Unian, in città non si registrano vittime. Il vice del consiglio comunale di Odessa, Petro Obukhov, ha chiesto ai cittadini di restare in casa e non interferire coi soccorsi.