Gas russo, Zucconi (FdI) a iNews24: “Bisogna investire sul nucleare di nuova generazione”

Sul nucleare inoltre: "Non possiamo formare i migliori ingegneri per poi lasciare che vadano all’estero a fare importanti scoperte. Dobbiamo investire nella ricerca qui in Italia".

Riccardo Zucconi - Foto di Ansa Foto
Riccardo Zucconi – Foto di Ansa Foto

Ai microfoni di iNews24, il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi, sulla crisi del gas in Italia.

C’è il rischio di passare dallo stato di preallarme a quello di allarme dell’emergenza gas dopo il decreto di Putin?
È bene non dare allarme senza dati certi. La guerra con l’Ucraina ha aggravato la questione, ma il problema esisteva già prima. Paghiamo endemicamente lo scotto della mancanza di una politica energetica seria”;

Quanto è grave la situazione italiana in questo momento?
Non ho dati certi. Però pensavo che, siccome il gas per Putin è di primaria importanza, volesse mantenere la situazione com’era, anche perché i conflitti implicano spese di risorse enormi. La Russia avrebbe continuato a riscuotere cifre enormi dall’export e l’Ucraina per i diritti di passaggio. La problematica del gas russo mi sembrava lontana. Adesso è chiaro che, più il conflitto metterà Putin in difficoltà, più lui sarà costretto ad adottare misure estreme”;

Che gioco sta facendo quindi Putin sul gas?
Per lui è molto importante l’approvvigionamento di risorse e ne fa una leva di pressione per tentare di condizionare il conflitto. La convenienza economica trovata nel pagamento in rubli che verrà ricompensato da un terzo soggetto (la banca russa ndr.) è una misura di sostegno al rublo, più che un discorso di energia”;

Il decreto di Putin prevede che gli acquirenti del gas paghino in dollari o euro, poi la banca converta in rubli e a questo punto avvenga il pagamento a Gazprom. Sembra che Putin abbia fatto un passo indietro rispetto a quando qualche giorno fa ha minacciato di tagliare le forniture se i pagamenti non fossero stati eseguiti in rubli.
Questa è la dimostrazione di una difficoltà di Putin. O magari, del fatto che sta risolvendo la capacità di esportare in Cina invece che verso l’Occidente. Da un lato deve assicurarsi risorse, dall’altro vuole mettere in difficoltà Europa ed Ucraina. D’altra parte, l’Occidente, specie l’Italia, è in deficit da prima della guerra in Ucraina”;

Perché?
Innanzitutto l’Italia non ha fatto pressioni internazionali perché venissero attivati nuovi canali di approvvigionamento del gas come Nord Stream 2 o anche l’Eastmed. In quest’ultimo caso, il gas sarebbe arrivato da Israele attraverso Cipro ed avrebbe usato in parte il gasdotto della Tap, che andava raddoppiato con tutte le difficoltà, anche politiche, in Italia. Sarebbe stata un’altra forma di approvvigionamento importante e si può ancora realizzare. Ma non certo stando fermi. In secondo luogo, riattivando le trivellazioni e sfruttando il gas italiano. Siamo passati da 20 miliardi a 3. Riattivare gli impianti di estrazione sarebbe urgentissimo e bisognerebbe farlo semplificando le procedure, tenendo conto anche che potrebbe essere un periodo contingente ma di lunga durata”;

L’Italia ha a disposizione rigassificatori per convertire il gas Usa che arriverà in forma liquida?
Che io sappia, Snam ne ha tre pronti. Andrebbero allocati magari in modalità offshore nei nostri porti, per consentire di convertire il gas che gli Stati Uniti ci manderà in forma liquida. Senza i rigassificatori sarà difficile. Una serie di inefficienze ci mettono in difficoltà”;

Cosa si è sbagliato, negli anni, nella politica energetica?
Mi scusi, ma niente è stato fatto. Abbiamo chiuso i nostri impianti di estrazione, non ci siamo attivati a livello internazionale. Abbiamo mancato di politica estera anche attraverso l’Unione europea. Non si può prendere parte alle trattative internazionali in questo modo, cioè in assenza, perché in questo modo gli altri fanno i loro interessi e noi restiamo appesi alle loro disponibilità”;

Quanto si è investito invece, sulle rinnovabili?
Chiunque si avvicini a questo settore sa che per essere costruiti, gli impianti devono affrontare tante procedure burocratiche. Bisogna essere smart, dando regole precide da seguire, certo, seguendo tutte le avvertenze ambientali, ma bisogna decidere e partire. Tante aziende vorrebbero creare comunità energetiche, ma si impantanano nei vari passaggi burocratici per realizzarle. Se diciamo no alle trivelle, no al nucleare, dobbiamo dare soluzioni per trovare l’energia in un altro modo. E anche investire nella ricerca”;

Si spieghi…
La posizione del nostro partito è che bisogna rincorrere il nucleare di nuova generazione, investendo nella fusione. L’Ue ha dichiarato che l’energia nucleare è una delle produzioni meno impattanti quindi noi non possiamo stare fermi a guardare. Non possiamo formare i migliori ingegneri nucleari per poi lasciare che vadano all’estero a fare importanti scoperte. Dobbiamo sfruttare le nostre eccellenze scientifiche per investire nella ricerca. Ma se non riusciamo a bonificare vecchi impianti nucleari o a smaltire scorie vecchie, è una nostra incapacità che pagheremo. Le aziende sono al collasso da questo punto di vista. Il ministro Cingolani dà buone indicazioni, ma essendo un tecnico, sembra quasi che poi non abbia il supporto politico per fare quello che dice”.