Gas russo: il piano del ministro Cingolani per sostituirlo

"Già entro quest'anno avremo una buona diversificazione e se tutto va bene entro due o tre anni saremo completamente indipendenti dalla Russia", spiega il ministro della Transizione Ecologica in un'intervista al Corriere della Sera.

Roberto Cingolani - Foto di Ansa Foto
Roberto Cingolani – Foto di Ansa Foto

Come avete visto stiamo facendo accordi in questi giorni con molti altri Paesi. Abbiamo poi 5 grandi gasdotti (dai due in Sicilia a quello pugliese) che ci permettono di avere gas da zone del mondo diverse”. In un intervista al Corriere della Sera, il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani spiega il piano per ridurre la dipendenza dal gas russo nei prossimi tempi.

Rigassificatori e prelievo di gas italiano

Noi abbiamo tre rigassificatori, alcuni lavorano a metà della loro capacità, quindi possono produrre più gas. Stiamo trattando per acquistarne alti due galleggianti. Per avere un’idea, solo loro possono fornirci 10 miliardi di metri cubi all’anno a fronte di un consumo totale del Paese di oltre 70 miliardi di metri cubi. Possiamo inoltre aumentare leggermente il prelievo di gas dai nostri giacimenti esistenti per ulteriori (circa) 2 miliardi di metri cubi”. 

I tempi, a detta di Cingolani, non sono brevi, ma nemmeno lunghi: “Già entro quest’anno – spiega al Corriere – avremo una buona diversificazione e se tutto va bene entro due o tre anni saremo completamente indipendenti dalla Russia”.

Gli stoccaggi sono pieni: monitoriamo la situazione ma non è allerta

Nel breve periodo, per far fronte alla crisi in questo momento di guerra, “stiamo comprando gas per riempire le nostre riserve, gli stoccaggi sono buoni e si va verso la stagione più calda. Per arrivare a razionamenti la situazione dovrebbe precipitare”. 

In questo momento l’Italia è in stato di preallerta da un mese e non si pensa di passare allo stato di allerta: “A differenza di altri Paesi noi siamo in preallerta da un mese. Questo significa che monitoriamo giorno per giorno l’andamento delle forniture di gas. E al momento il gas continua ad arrivare regolarmente, perfino superiore a un anno fa”. 

I passi in avanti verso le rinnovabili

Cingolani, durante l’intervista al Corriere, spiega anche i passi avanti verso le energie rinnovabili: “Abbiamo appena concluso un’asta da 1,8 gigawatt di rinnovabili e, grazie al decreto Semplificazioni, in Consiglio dei ministri abbiamo sbloccato molti impianti fermi per problemi autorizzativi arrivando in tre mesi a un totale di quasi 3 gigawatt, più di quanto fatto nei due anni precedenti. Tanto per intenderci, 3Gw servono i bisogni energetici di una città come Milano. Abbiamo liberalizzato completamente la posa di impianti fino a 200 kilowattora da mettere su tetti, giardini”. 

Gli impianti però poi vanno costruiti: “È vero che a livello locale ci sono delle resistenze. Ma avere energia dalle rinnovabili senza pale eoliche o pannelli non è facile. Spero che anche questa crisi abbia aperto gli occhi ai professionisti del no”.