Il cashback 2022 sbarca in farmacia: come funziona e chi può aderire

Il cashback 2022 sbarca in farmacia: come funziona e chi può aderire. Sta per arrivare ed è una piacevole novità per i consumatori

Al momento non è la prima preoccupazione del governo Draghi ma ormai la macchina si è messa in moto e non ci saranno ripensamenti. Il cashback 2022 diventerà presto una realtà per tutti i consumatori italiani ed è bene abituarsi all’idea.

Il Cashback arriva in farmacia (ANSA)

Sarà un cashback fiscale e ha nel mirino le  spese ammesse a detrazione. In pratica le si tratta delle detrazioni mediche e altri sconti che normalmente inseriamo nostre dichiarazioni dei redditi. Così il rimborso passerà da essere una detrazione ad un  accredito direttamente sul conto corrente del contribuente.

Il primo esempio concreto? In farmacia, tutte le volte che acquistiamo farmaci, medicinali e tutto quello che è detraibile. Sarà possibile utilizzare l’app IO, quella nata per il Cashback di Stato oltre che per il Supercashback e non è stata ancora messa in soffitta in attesa della prima occasione buona per rispolverarla.

Il cashback 2022 sbarca in farmacia: il metodo è molt01o semplice e intuitivo

Come funzionerà quindi? Il nuovo cashback 2022 interesserà anche le spese sanitarie ammesse a detrazione. Fino ad oggi ogni volta che un farmaco può essere detratto, il farmacista lo segna sullo scontrino chiedendo la tessera sanitaria e poi quello stesso scontrino deve essere allegato alla dichiarazione dei redditi. Così è possibile scalare il 19% della spesa.

Ecco, quella stessa percentuale adesso arriverà direttamente sul conto di chi vuole aderire a questo nuovo cashback sotto forma di rimborso immediato. Come è da sempre nel principio del cashback, però la spesa deve essere effettuata non in contanti ma con strumenti tracciabili tipo bancomat e carte di pagamento. Invece se il cliente paga in contanti, semplicemente sarà segnato sullo scontrino e la detrazione avverràcon la dichiarazione dei redditi.

Cashback 2022  (Pexels)

Tutti quelli che ricevono il rimborso del cashback sull’applicazione dovranno però comunicare all’anagrafe tributaria l’importo della spesa effettuata. In ogni caso per i consumatori italiani sarà una piccola rivoluzione e per il governo un modo per testare questo metodo di rimborso, in modo da allargarlo in futuro anche ad altri campi.