Ucraina, Draghi a stampa estera: “Le sanzioni funzionano” ma “per Putin tempi non maturi per incontrare Zelensky”

"Ci siamo visti con il presidente Conte che chiedeva l'allungamento" dei tempi per raggiungere il 2% "al 2030. Io ho detto no, faremo quello che il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, ha proposto e deciso, cioè il 2028", ha aggiunto.

Mario Draghi - Foto di Ansa Foto
Mario Draghi – Foto di Ansa Foto

Alle 12 di oggi, giovedì 31 marzo, il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi ha tenuto una conferenza stampa con i giornalisti delle testate estere. L’incontro si è tenuto a Roma e il premier ha cominciato il suo discorso parlando della telefonata di ieri con il presidente russo Vladimir Putin.

Telefonata Draghi-Putin

Non ci sentivamo con Putin da prima dell’inizio della guerra, ho iniziato la telefonata chiarendo il perché del colloquio, cioè per parlare di pace”, ha dichiarato. “Poi ho chiesto quando è previsto un cessate il fuoco, anche temporaneo, ma il presidente Putin ha detto che le condizioni non sono mature. Oggi però è uscita la notizia del corridoio umanitario di Mariupol”. 

Ho espresso la mia convinzione che per risolvere certi nodi cruciali fosse necessario un incontro con il presidente Zelensky, che peraltro sta chiedendo dall’inizio della guerra un colloquio con Putin”. La risposta di Putin, spiega Draghi, “è stata che i tempi non sono ancora maturi, occorre che i negoziatori vadano avanti con le trattative. Putin ha detto che a suo avviso ci sono dei piccoli passi in avanti nei negoziati e in effetti le posizioni delle due parti su vari argomenti si sono un po’ avvicinate. Sono molto cauto su questo perché c’è ancora molto scetticismo e bisogna parlare dei fatti”. 

Le sanzioni

Le sanzioni funzionano, alla pace si arriva se l’Ucraina si difende, altrimenti non si arriva alla pace”, ha aggiunto Draghi. “La disponibilità di Zelensky” a trattare “è sempre stata totale. Il problema è vedere se anche la Russia vuole la pace e finora i fatti dicono che non c’è stato questo desiderio. Solo la difesa dell’Ucraina ha rallentato l’invasione e forse porterà a un processo di pace”. 

Draghi alla stampa estera: “Pagamenti in rubli inaccettabili”

Draghi ha affermato che le aziende europee continueranno a pagare in euro o in dollari, secondo quanto comunicato ieri da Putin. “La conversione dal pagamento in euro/dollari a rubli è un fatto interno alla Federazione russa. Le analisi sono in corso per capire cosa esattamente significa e se le aziende europee possono continuare a pagare come previsto, se significa qualcosa per le sanzioni in atto. La sensazione che ho avuto è che non è semplice cambiare la valuta senza violare i contratti”.

Il pagamento in rubli non è accettabile perché i contratti sono stati fatti in euro e dollari. Non è assolutamente facile cambiare valuta di riferimento. In più non è fattibile perché ci sarebbero delle difficoltà tecniche insormontabili. È indubbio che forzare gli scambi in una moneta particolare rafforzi quella moneta perché viene richiesta di più”, ha affermato Draghi.

“Spazio per la Cina nella risoluzione del conflitto”

Io ho aspettative positive” sul “ruolo della Cina” che “potrebbe diventare un protagonista di prima grandezza nel processo di pace. Bisogna vedere se le aspettative saranno confermate” dal comportamento della Cina, ha affermato Draghi rispondendo a una domanda sul vertice Ue-Cina.

Uno spazio per il ruolo della Cina” nella risoluzione del conflitto “esiste e verrà toccato nel vertice Ue-Cina” insieme alla “transizione climatica, alla biodiversità, al commercio che è un tema importante perché si tratta di riparate le relazioni commerciali che in questi ultimi anni sono state frammentate. Devono vedere equità internazionale, standard da rispettare”. 

Spesa militare al 2% entro il 2028

Sul Def non è prevista alcuna indicazione specifica di spese militari”. L’impegno per l’Italia per il 2% del Pil per le spese militari con la Nato “è stato previsto nel 2014 ed è stato ribadito da tutti i Governi. Dal 2018 al 2021 le spese di bilancio della difesa sono aumentate tra il 17% e il 26-27%. L’impegno dell’Italia è confermare quanto fatto precedentemente e gli impegni con la Nato“. Così Draghi sulle spese militati.

Ci siamo visti con il presidente Conte che chiedeva l’allungamento” dei tempi per raggiungere il 2% “al 2030. Io ho detto no, faremo quello che il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, ha proposto e deciso, cioè il 2028“. 

“Sud Europa hub importantissimo per energia”

A seguito della crisi, i Paesi del Sud Europa stanno realizzando che possono essere un hub importantissimo, di gas oggi, ma soprattutto di idrogeno domani. Può funzionare molto bene tra loro e può destinare le risorse della sponda Sud del Mediterraneo verso il Nord. Gli investimenti da fare sono molti e sono importanti. Tra i Paesi del Sud c’è l’ipotesi del gasdotto Italia-Spagna di cui abbiamo parlato con il premier Pedro Sanchez. Adesso queste ipotesi devono essere studiare. La Commissione sta studiando la fattibilità del gasdotto EastMed”, ha spiegato Mario Draghi.