Spesa militare, Causin (Gruppo Misto) a iNews24: “M5S ha una posizione antistorica e fuori dal mondo”

"I toni tra Joe Biden e Vladimir Putin in questi giorni sono molto lontani dalla diplomazia e anche da quello che comunemente dovrebbe accadere tra due Stati che dispongono di armi nucleari", afferma.

Andrea Causin - Foto di Ansa Foto
Andrea Causin – Foto di Ansa Foto

Penso che il Movimento 5 Stelle in questo momento abbia una posizione antistorica e fuori dal mondo” sul no dei grillini all’aumento della spesa militare al 2% del Pil voluta dal Governo. Ai microfoni di iNews24, il senatore del Gruppo Misto Andrea Causin, ex Forza Italia, membro della commissione Difesa ed ex componente dell’assemblea parlamentare Nato. Sui negoziati a Istanbul, il senatore aggiunge: “In questo momento non ci sono segnali dal fronte che possano far pensare a un reale progresso al tavolo negoziale“.

È a favore dell’aumento della spesa militare al 2%?
Voterò convintamente a favore. Penso che il Movimento 5 Stelle abbia una posizione antistorica e fuori dal mondo. Da nove anni ho sempre chiesto che ci fosse l’adeguamento al 2% del Pil per la spesa militare. Anche perché sia gli Stati Uniti che il Canada, che altri Paesi più importanti della Nato hanno dichiarato che progressivamente non attenderanno più alla sicurezza dell’Europa”; 

In che senso?
C’è la necessità dichiarata da parte degli Usa di cambiare lo scenario politico, spostando mezzi, uomini e risorse economiche sull’area del Pacifico. Questo implica che l’Europa abbia un dispositivo di sicurezza all’altezza della situazione. E se qualcuno fino a due mesi da poteva ritenerlo inutile, quello che è successo in Ucraina dimostra invece che è necessario per scoraggiare anche in futuro eventuali aggressioni militari da parte di Stati con mire imperialistiche”;

Passiamo al quarto giro di riunioni per i negoziati a Istanbul. Che idea si è fatto della situazione?
Il canale del dialogo perde di valore nel momento in cui le azioni militari non perdono di intensità. Bisogna capire innanzitutto se la posizione della Russia rispetto ai negoziati possa essere seguita da un cessate il fuoco. E non lo è, perché sul campo si continua a combattere intensamente in queste ore. In questo momento non ci sono segnali dal fronte che possano far pensare a un reale progresso al tavolo negoziale”;

Una delle condizioni sul tavolo pare sia il tema della neutralità dell’Ucraina. Fattibile?
L’Ucraina non ha intenzione di entrare nella Nato. Dalle conoscenze che ho io, avendo avuto rapporti con Kiev dal 2013 al 2018 come membro dell’Assemblea parlamentare, non mi pare che ci sia alcun tipo di problema rispetto all’impegno di non adesione all’Alleanza Atlantica. Diverso è il piano della cooperazione militare”;

Si spieghi…
L’Ucraina, come altri Paesi, ha una cooperazione militare multilaterale. Lo status di neutralità è fattibile. Ma deve contemplare anche il diritto del Paese ad avere un dispositivo di difesa. La Svizzera stessa è neutrale ma dispone di armi per difendersi”;

Pare che l’Ucraina abbia chiesto garanzie di sicurezza come l’articolo 5 della Nato, che prevede che tutti gli stati dell’Alleanza Atlantica difendano un Paese membro quando viene attaccato.
Chiaramente si tratta di una richiesta che non può trovare adesione da parte della Nato, perché i Paesi che hanno un ambito di cooperazione con l’Alleanza Atlantica ma non ne fanno parte, non possono invocare l’articolo 5. Questo è il motivo per cui non si è fatta la No-fly zone. Diverso invece, è il discorso degli armamenti, perché non essendo l’Ucraina una Paese sulla black list, non ci sono stati problemi ad inviare armi che servivano per la difesa”;

Pare che la Russia non abbia problemi all’entrata dell’Ucraina nell’Unione europea.
Su questo tema la procedura prevede un percorso e una serie di parametri. Nel caso specifico dell’Ucraina, ci si è resi conto che già fa parte dell’Ue, sia perché l’opinione pubblica lo ritiene, sia per quello che è capitato. L’Ucraina non vuole tornare ai tempi dell’Unione Sovietica e nell’immaginario collettivo del Paese, la Russia è vista come chi ha privati della libertà civile ed economica”;

Kiev ha proposto a Mosca di tenere consultazioni per 15 anni sullo status della Crimea. Cosa significa?
Gli occupanti di fatto svolgerebbero un regime di carattere amministrativo e finanziario nella regione contesa, ma dal punto di vista geopolitico, il territorio non può essere attribuito definitivamente allo Stato occupante, diventando di fatto una terra di mezzo. Questa richiesta è comprensibile, perché come abbiamo visto, uno dei temi che sta a cuore al Governo ucraino è proprio l’integrità territoriale”;

I toni tra il presidente Usa Joe Biden e quello russo Vladimir Putin in questo momento sono molto accesi. Dovrebbe preoccupare?
La ragione non è un fatto soggettivo in questo momento. Da un lato abbiamo uno Stato aggredito, dall’altro uno Stato aggressore e il mondo occidentale si è schierato da parte dell’aggredito. C’è anche una risoluzione Onu che inquadra questo tema. I toni tra Joe Biden e Vladimir Putin in questi giorni sono molto lontani dalla diplomazia e anche da quello che comunemente dovrebbe accadere tra due Stati che dispongono di armi nucleari. Ma c’è una ragione se Biden sta usando questi toni: credo che ci sia una strategia di esasperazione da parte degli Usa per riportare la situazione a una risoluzione democratica. Questo però non credo che sia semplice e immediato”.