Russia-Ucraina: l’Occidente non si fida di Putin e crede che i colloqui siano un inganno

"Nessuno dovrebbe farsi ingannare" dal ritiro dei soldati russi. Così la Casa Bianca, commentando le notizie che arrivano dall'Ucraina. Secondo lo staff della Difesa non ci sarebbe un ritiro, ma un "mero avvicendamento di unità" dalle zone attorno a Kiev e Chernihiv.

Vladimir Putin - Foto di Ansa Foto
Vladimir Putin – Foto di Ansa Foto

Nonostante alcuni segnali di distensione dalle parti in causa siano emersi dai negoziati di ieri a Istanbul, le potenze alleate all’Ucraina non sono fiduciose nei confronti delle parole del Cremlino di allontanarsi da Kiev.

All’indomani, il Cremlino ha fatto sapere che non è emerso nulla di “promettente” né una “svolta”. “È positivo che la parte ucraina abbia almeno iniziato a formulare concretamente e mettere su carta le proposte – ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov – C’è ancora un lavoro molto, molto lungo da fare”. 

Nel corso della notte sono continuati i raid russi nei dintorni della capitale ucraina, nonostante durante la riunione di ieri si fossero stati segnali di distensione. Mosca aveva parlato di una “riduzione significativa delle attività militari a Kiev e Chernihiv”, precisando però che “non si tratta di un cessate il fuoco”. 

Lo ha affermato su Telegram anche il governatore Viacheslav Chaus su Telegram: “Crediamo (alla promessa russa ndr.)? Certo che no”, ha scritto, aggiungendo che l’esercito di Mosca ha “effettuato attacchi contro Nizhyn, compresi attacchi aerei, e per tutta la notte hanno colpito Chernihiv”.

Luigi Di Maio: “Valuteremo gli annunci russi dai fatti”

Nelle prossime ore il premier Mario Draghi sentirà il presidente Putin”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che sui negoziati ha precisato: “Prendiamo atto dei passi diplomatici compiuti. Valuteremo gli annunci russi dai fatti. Non bisogna creare false illusioni”. 

Usa: “Nessuno dovrebbe farsi ingannare” dall’annuncio del ritiro dei russi

Dobbiamo vedere cosa effettivamente fanno i russi prima di fidarci esclusivamente di ciò che hanno detto”, ha affermato la direttrice della comunicazione della Casa Bianca Kate Bedingfield. “Abbiamo visto fin dall’inizio che hanno fatto una spinta aggressiva verso Kiev all’inizio di questo conflitto e non abbiamo motivo di credere che abbiano adattato quella strategia”. Ed ha aggiunto: “Ovviamente continueremo ad adottare la nostra strategia, ma, come ha detto il presidente, non crederemo alla parola. Aspettiamo di vedere come saranno le loro azioni”.

Nessuno dovrebbe farsi ingannare” dal ritiro dei soldati russi. Così la Casa Bianca, commentando le notizie che arrivano dall’Ucraina. Secondo lo staff della Difesa non ci sarebbe un ritiro, ma un “mero avvicendamento di unità” dalle zone attorno a Kiev e Chernihiv.

La Russia sta fingendo?

L’annuncio di una drastica riduzione delle operazioni militari russe, è stato accolto con freddezza da Usa, Ue e Gb: “Aspettiamo i fatti”, è il commento dell’Occidente. In un primo momento la Russia stava ritirando le truppe dai dintorni di Kiev verso la Bielorussia.

Oggi però lo Stato maggiore ucraino, nel suo quotidiano aggiornamento della situazione, ha fatto sapere che la promessa del ritiro delle truppe russe “punta a confondere”. Si tratterebbe “probabilmente della rotazione di singole unità” per creare “equivoco” sul vero scopo della mossa.

Anche la Difesa britannica è d’accordo. Il ministero della Difesa, nel report quotidiano, ha affermato le la Russia ha subito pesanti perdite sul campo, quindi l’esercito è stato costretto a tornare in Russia e Bielorussia per riorganizzarsi e rifornirsi.

Il ruolo della Cina nel conflitto

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il suo omologo cinese Wang Yi hanno concordato di “rafforzare il coordinamento politico estero” bilaterale e di “ampliare i contatti bilaterali e multilaterali”. Lo ha fatto sapere il Ministero degli Esteri russo in un comunicato, dopo l’incontro tra i due ministri a Tunxi che si è tenuto oggi. “Sullo sfondo di una complicata situazione internazionale, Russia e Cina continuano a rafforzare i partner strategici e a parlare con una sola voce negli affari globali”, si legge nella nota riportata da Interfax.

Il ruolo nella Cina all’interno del conflitto continua a restare ambiguo. Al termine dei negoziati, il portavoce del Ministero degli Esteri Wang Wenbin, aveva ribadito la disponibilità di Pechino come ruolo garante della tregua dopo i colloqui in Turchia, affermando che la Cina “ha fatto del suo meglio per la pace e continuerà a svolgere un ruolo costruttivo nel promuovere a modo suo l’attenzione sulla situazione in Ucraina”. Ed è “felice di vedere il dialogo e il negoziato tra Russia e Ucraina”.