Pagamento gas in rubli, prima l’annuncio, poi il retrofront di Putin

Intanto il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente russo Vladimir Putin hanno concordato di tenere negoziati addizionali in materia di pagamento del gas e di non alterare i termini del contratto.

Nave trasporta gas russo (archivio) - Foto di Ansa Foto
Nave trasporta gas russo (archivio) – Foto di Ansa Foto

Ufficialmente per problemi tecnici Mosca torna sui suoi passi: “Il processo richiede più tempo dal punto di vista tecnologico”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov sul pagamento in rubli del gas.

Ma è evidente che si tratti di una via d’uscita, quasi una scusa mantenere la reputazione. Appena due giorni fa il presidente russo Vladimir Putin aveva annunciato che dal 31 marzo in poi il gas russo sarebbe stato fornito da Gazprom solo in cambio di pagamenti in rubli. La richiesta era indirizzata solo ai Paesi ostili, ovvero Europa e Stati Uniti d’America.

I Paesi del G7 hanno contestato una violazione delle clausole contrattuali. Oggi quindi, due giorni dopo, è arrivato il passo indietro del Cremlino. I pagamenti da parte dell’Europa e degli Usa del gas continueranno in euro e in dollaro come previsto nei contratti.

Prosegue quindi la cosiddetta guerra del rublo con un nuovo episodio che contraddice il precedente e annulla le preoccupazione che avevano mandato in tilt le Borse e anche i Paesi dipendenti dal gas russo. Non sono stati chiariti quali sono i problemi tecnici legati alle tecnologie citati dalla Russia.

Intanto il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente russo Vladimir Putin hanno concordato di tenere negoziati addizionali in materia di pagamento del gas e di non alterare i termini del contratto. Lo ha annunciato il Cremlino.