Russia-Ucraina: il punto sui negoziati. Kiev: “Coinvolgeremo i Paesi garanti”

Un incontro tra Putin e Zelensky sarà possibile dopo aver siglato un accordo di pace tra i rispettivi ministri degli Esteri.

Riunione per i negoziati - Foto di Ansa Foto
Riunione per i negoziati – Foto di Ansa Foto

Si è conclusa oggi la prima giornata del quarto giro di negoziati tra Russia e Ucraina al palazzo Dolmabahce a Istanbul.

Mikhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino, ha dichiarato che i risultati sono stati “sufficienti” per organizzare un faccia a faccia tra Volodymyr Zelensky e il presidente russo Vladimir Putin. “Continueremo i negoziati con la Russia, ma coinvolgeremo anche i Paesi garanti”, ha aggiunto.

Status di neutralità per Ucraina

Se il sistema di garanzie per la sicurezza dell’Ucraina proposto dalla Russia dovesse “funzionare”, il governo di Kiev accetterebbe lo status di “neutralità”, come ha affermato David Arakhima, capodelegazione ucraino. La neutralità implica che non ci sarebbero basi nucleari straniere in Ucraina e la partecipazione ad esercitazioni militari solo con il consenso dei Paesi garanti.

Ucraina fuori dalla Nato ma potrebbe entrare in Ue

L’Ucraina non entrerà nella Nato, ma potrà entrare a far parte dell’Unione europea, come ha fatto sapere la delegazione ucraina, chiedendo garanzie di sicurezza come l’articolo 5 della Nato, che prevede che tutti gli Stati dell’Alleanza difendano un Paese membro quando viene attaccato.

Le proposte dell’Ucraina includono il rifiuto della produzione e dello spiegamento di tutte le armi di distruzione di massa, come ha spiegato Medinsky.

Consultazioni per 15 anni sulla Crimea

Kiev ha proposto a Mosca di tenere consultazioni per 15 anni sullo status della Crimea, territorio ucraino annesso alla Russia. Il capo negoziatore russo Medinsky, citato dalla Tass, ha parlato di “colloqui costruttivi”. 

“Dopo accordo di pace, possibile incontro tra Putin e Zelensky”

Un incontro tra Putin e Zelensky sarà possibile dopo aver siglato un accordo di pace tra i rispettivi ministri degli Esteri. “Faremo due passi concreti per la escalation della crisi”, ha concluso Medinsky, aggiungendo che “la Russia interromperà e ridurrà drasticamente l’attività militare vicino a Kiev e Chernihiv”, per “aumentare la fiducia reciproca ed arrivare a nuovi negoziati per firmare un accordo di pace”. Non è chiaro se questo comporti un cessate il fuoco in regioni dove la resistenza ucraina ha inflitto finora perdite all’esercito russo. Pare che in queste ore i mezzi militari russi si stiano allontanando da Kiev verso la Bielorussia.