“Ho perso quasi tutta la vista”: amatissimo attore italiano racconta il suo dramma

“Ho perso quasi tutta la vista”: amatissimo attore italiano racconta il suo dramma. Una faccia famosissima, ora spiega perché è sparito

Ci sono almeno due vite nella vita di Salvatore Cascio, che per tutti dal 1988 è diventato semplicemente Totò. La prima è quando Giuseppe Tornatore l’ha scelto per Nuovo Cinema Paradiso. La seconda è adesso, decisamente diversa da come poteva essere.

Totò Cascio in Nuovo Cinema Paradiso (ANSA)

Allora non lo conosceva nessuno, quel ragazzino siciliano di nove anni che avrebbe fatto impazzire il mondo diventando uno dei voltoi più famosi per anni. Perché tutti si ricordano di lui e Philippe Noiret, i due fulcri del film che vinse l’Oscar del ’90 come miglior pellicola straniera. Molti meno riconoscono Salvatore (il personaggio che interpretava da bambini) poi adolescente e adulto.

Ma non tutto è andato come Totò sperava perché un paiodi anni dopo quella pagina storica per il cinema è arrivata la mazzata. Dopo una visita specialistica in Svizzera gli è stata diagnosticata la retinite pigmentosa, una forma di cecità ereditaria capace di cambiare totalmente la vita di chi ne è colpito. Oggi Totò racconta la sua vita in un libro, La gloria e la prova (edito da Baldini+Castoldi), e spiega cdi essere molto più sereno.

“Ho perso quasi tutta la vista”: amatissimo attore italiano racconta il suo dramma. Oggi è più sereno

Intervistato dal ‘Corriere della Sera’ Totò Cascio parla del suo dramma: “Ho perso quasi tutta la vista e non ne potevo più di nascondermi. Riesco a vedere le luci. Percepisco se in una stanza ci sono le finestre aperte, ma oggi sono abbastanza autonomo. Dopo anni di lavoro su me stesso ho imparato che il vittimismo serve a poco”.

Nella prima fase è stato difficile anche solo accettare la sua condizione. E per questo il bambino che aveva viaggiato il mondo diventando anche protagonista di spot famosi nei primi anni ’90 ad un certo punto è letteralmente sparito dalle scene. Una scelte personale e oculata, quella di isolarsi dal mondo. Perché come racconta, andava a fare i provini, ma era evidente che non poteva affrontarli.

Totò Cascio oggi (screenshot Rai)

“Fino a quando ho visto un poco di luce mi sono rifiutato di accettarla. È stato questo il mio errore: nascondermi. Se invece avessi chiesto subito aiuto non avrei vissuto fino a quasi 40 anni nell’isolamento più totale”. L’incontro decisivo è stato quello con gli specialisti dell’Istituto Cavazza di Bologna dove ha incontrato le persone giuste per affrontare la sua condizione. Oggi gli dispiace solo non poter vedere il viso dei suoi due nipotini, “ma ho fatto in tempo a vedere i gol di Totti. Va bene così”.