Crisi del gas: cosa prevede l’accordo siglato tra Usa e Ue

Il contributo degli Usa non sarà sufficiente nell'immediato a coprire un'interruzione del gas russo. Ma anche se non basterà, attenuerà la dipendenza da Mosca, contribuendo al riempimento degli stoccaggi durante l'estate in vista dell'inverno.

Ursula Von Der Leyen, Joe Biden (archivio) - Foto di Ansa Foto
Ursula Von Der Leyen, Joe Biden (archivio) – Foto di Ansa Foto

L’accordo sul gas siglato a margine del Consiglio europeo di ieri, venerdì 25 marzo, tra l’Ue e gli Usa, prevede l’arrivo di almeno 15 miliardi di metri cubi aggiuntivi di gas naturale liquefatto dall’America. Gli Stati Uniti garantiranno anche forniture tali da soddisfare una domanda di gas di almeno 50 miliardi di metri cubi fino al 2030.

Si tratta di uno sforzo per porre fine, almeno in parte, alla dipendenza dal gas russo che si aggiungerà al gas che già arriva da Washington. Lo scorso anno l’Europa ne ha importato circa 29 miliardi di metri cubi, in particolare nel Regno Unito (5,5), in Spagna (6), in Olanda (4,9) e in Francia (4,8). In Italia è arrivato poco meno di un miliardo, circa la metà rispetto al 2020.

L’accordo permetterà di riempire gli stoccaggi e la stabilizzazione dei prezzi

Il contributo degli Usa non sarà sufficiente nell’immediato a coprire un’interruzione del gas russo. Nel 2021 sono arrivati da Mosca all’Ue 155 miliardi cubi di gas russo, pari al 45% dell’import totale. Anche se non basterà, attenuerà la dipendenza da Mosca, contribuendo al riempimento degli stoccaggi durante l’estate in vista dell’inverno. Un altro contributo potrà venire dal punto di vista della stabilizzazione dei prezzi. L’obiettivo è azzerare nel più breve tempo possibile almeno 50 miliardi di metri cubi di gas russo che arriva in Europa tramite gasdotti.

Nella dichiarazione è scritto che il prezzo deve essere “accessibile” e “la formula dovrebbe tenere in considerazione l’Henry Hub Natural Gas Spot Price e altri fornitori stabilizzanti”. L’Henry Hub è la piattaforma di riferimento del gas americano che ha prezzi inferiori rispetto a Ttf. Ieri ad esempio, subito dopo l’accordo, il prezzo di Henry Hub era quasi 7 volte inferiore rispetto a Ttf.

I Paesi più esposti verso la Russia attualmente sono la Germania, che nel 2020 ha importato 43 miliardi di metri cubi di gas, pari al 51% dell’import, seguono subito l’Italia con 29 miliardi, il 40% del totale, l’Olanda con 15 miliardi, il 26%, la Polonia, 9 miliardi e la Francia con 7 miliardi.