Prezzi carburanti, nuova mazzata per gli italiani: cosa sta succedendo

Prezzi carburanti, nuova mazzata per gli italiani: cosa sta succedendo. Nonostante l’intervento del Governo c’è una brutta sorpresa

L’effetto del taglio della accise è durato ben poco e ora si registrano nuovi rialzi sul costo di benzina e diesel. Le prospettive per tutti gli automobilisti non sono certo rosee.

Prezzi carburanti
Prezzi carburanti (AnsaFoto)

Il prezzo di benzina e diesel è nuovamente in ascesa. L’effetto della guerra in Ucraina (tutt’altro che un conflitto lampo) sta interessando ancora da vicino le tasche dei cittadini italiani (ed europei). L’intervento del Governo Draghi, con il taglio delle accise per calmierare i prezzi, è durato di fatto solo un giorno. Un bel ritorno al di sotto dei 2 euro che aveva illuso gli automobilisti, costretti invece già da ieri a registrare una nuova impennata. 

Staffetta Quotidiana parla di una vera e propria “beffa” segnalando che sulla scia di fortissimi rialzi delle quotazioni petrolifere internazionali (il barile di Brent supera i 120 dollari), già nella mattinata del 24 marzo i prezzi consigliati sono tornati a salire, ”mangiandosi” circa un quinto dello sconto sull’accisa.

Prezzi carburanti, nuovo rialzo per benzina e diesel: cosa cambierà nei prossimi giorni

Prezzi carburanti
Nuovo aumento dei prezzi di benzina e diesel (AnsaFoto)

Eni ad esempio, ha consigliato di aumentare di sei centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Il motivo è sempre legato alla situazione dei mercati petroliferi, alla grossa tensione internazionale e ad un contesto geopolitico che non accenna a migliorare.  “Il 23 marzo – spiega Gabriele Masini, direttore di Staffetta Quotidiana – il diesel è salito di 6 centesimi al litro e nell’ultima settimana il gasolio è salito di 24 centesimi al litro e quella della benzina di 10 centesimi al litro, mentre i prezzi alla pompa erano stati sostanzialmente fermi, escluso il taglio dell’accisa“. Un rialzo che ovviamente non riguarderà solo Eni ma che verrà seguito a breve anche dalle altre compagnie.

Con il taglio predisposto dall’esecutivo le accise si attestano a 478,40 euro per mille litri sulla benzina contro i precedenti 728,40. Per il gasolio invece l’attuale cifra è di 367,40 euro per mille litri contro i precedenti 617,40. La riduzione è in vigore dal 22 marzo e lo sarà fino al 20 aprile. Dopo di che si ipotizza un ulteriore aiuto da parte del Governo, che potrebbe essere varato dopo l’approvazione del Def (atteso nella settimana del 28 marzo).

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enrico Giovannini, come riportato dal Sole 24 Ore, ha sottolineato che quello approvato la scorsa settimana non sarà l’ultimo decreto contro il caro carburanti. La situazione è in continuo divenire.